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Volantini

 

Ma quali futili motivi, Abba è stato ucciso dal razzismo istituzionale 19/09/09

 

CIE di Milano e di Torino: gli immigrati si ribellano 14/08/09

 

Pacchetto sicurezza: razzismo - moderno fascismo - stato di polizia  giugno 09

 

Contro la parata nazi-fascista di Forza Nuova e la repressione poliziesca dei fascisti in divisa 02/03/09

 

Giù le mani dagli antifascisti di Bergamo  28/02/2009

 

Fermiamo il massacro del regime nazi-sionista israeliano appoggiato dal governo italiano - 30/12/08

 

L’orda nera che avanza va schiacciata! 4 Ottobre a Roma Manifestazione  contro il razzismo

 

Verità e giustizia per Abba  18/09/08

 

Cammarata Sindaco/sceriffoa Palermo 18/09/08

 

Solidarietà ai manifestanti del Dal Molin  08/09/08

 

Presidio antifascista a Milano 07/09/08

 

Proletari Comunisti aderisce al presidio a Roma il 6.08.08 per Nazan Ercan

 

Sentenza G8- Manifestazione contro repressione

 

IL RAZZISMO SERVE ALLA “SICUREZZA” DEI PADRONI E DEL LORO STATO! Bologna 05/07/08 manifestazione degli immigrati

 

 

 

MA QUALI FUTILI MOTIVI, ABBA E’ STATO UCCISO DAL RAZZISMO ISTITUZIONALE

 

Così come chiedono i genitori, i fratelli e le sorelle, gli amici, ad un anno di distanza siamo qui per chiedere, per avere : VERITA’ E GIUSTIZIA PER ABBA.
Una verità e una giustizia che il tribunale di Milano vuol occultare, che vuol ridurre a “semplice” fatto personale, rinviando a giudizio i suoi assassini con “l’aggravante” dei futili motivi.
Ma ad armare la mano omicida in via Zuretti non sono stati i futili motivi, le colpe sono il clima d’odio, la tolleranza zero, che il governo Berlusconi ha scatenato in questo paese. Un clima di caccia all’immigrato fatto di militarizzazione dei territori; di ronde padane; di nuove carceri come i CIE; la formulazione di nuovi reati come “il reato di clandestinità”. Un
cumulo di veleni e odio che il famigerato “Pacchetto Sicurezza” racchiude.
Un clima che la Milano Nera della Moratti persegue con continui sgomberi dei campi Rom; negazione del diritto di culto per la comunità islamica; diritto allo studio, riducendo il numero delle classi o negando l’agibilità per la scuola islamica; il diritto di rifugiato politico; ecc. Una negazione dei diritti che ha visto il pieno appoggio delle giunte locali guidate dal centro sinistra. Ma lo scopo principale di questi provvedimenti non è soltanto quello di diffondere a livello popolare un razzismo di massa, ma è anche il tentativo di confondere e distrarre i lavoratori, i giovani, le masse popolari, “italiane”, dall’attacco ai diritti di tutti, italiani e non, che questo governo porta avanti, scaricando la sua crisi sulle masse popolari. Diritto al lavoro negato con la continua chiusura di fabbriche; diritto alla casa negato per lasciare mano libera agli speculatori; diritto alla salute e sicurezza sui posti di lavoro e nel territorio, attaccando il Testo Unico, assolvendo i padroni che in nome del profitto, continuano ad uccidere e a devastare; diritto allo studio negato con i tagli della
ministra Gelmini, che lascia a casa migliaia di insegnanti precari e impedisce l’accesso al sapere per le masse più povere; repressione che colpisce gli immigrati che osano ribellarsi nei CIE, così come si mandano le cosiddette forze dell’ordine nelle fabbriche per difendere gli speculatori come alla INNSE, o le minacce del prefetto, Lombardi, che
dichiara “illegali” le forme di lotta che gli operai e i precari stanno mettendo in pratica per la difesa dei posti di lavoro; che attacca il diritto d’informazione.
Quindi e non solo provvedimenti razzisti, ma un ulteriore tassello (il Pacchetto Sicurezza) che questo governo -moderno fascista-, mette in campo per marciare verso un regime antipopolare e antioperaio.
Non solo a chiedere VERITA’ E GIUSTIZIA PER ABBA oggi siamo in piazza, ma invitare tutte le realtà (sindacali autorganizzate e di classe, di solidarietà, degli immigrati, degli studenti) che quotidianamente si battono contro il razzismo ad aderire alla manifestazione nazionale del 17 ottobre, per dare continuità a questo mese di mobilitazioni per Abba, per costruire un movimento permanente, per la caduta del governo Berlusconi.

Proletari Comunisti Milano
prolcom.mi@tiscali.it
c/o Slai Cobas per il sindacato di classe
via Bolzano, 18 (MM1 fermata Rovereto)
fip 19-09-09

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CIE di Milano e di Torino: gli immigrati si ribellano

 

Un gruppo di donne nigeriane, recluse nel settore femminile del Cie di Milano ha dato vita ieri sera ad una forte e accesa protesta alla quale si sono uniti anche gruppi di migranti del settore maschile contro il provvedimento di notifica a 15 di loro del prolungamento del trattenimento nel Cie sulla base della nuove norme liberticide e razziste contenute nel cosiddetto pacchetto sicurezza varato dal governo moderno fascista Berlusconi ed entrato in vigore l'8 agosto scorso.
La polizia ha arrestato 14 stranieri quattro donne nigeriane, una cittadina del Gambia, quattro marocchini, tre algerini, un ivoriano e un tunisino
Proteste solidali ci sono state anche nel Cie di Torino, dove già da un paio di giorni diversi migranti hanno dato vita a uno sciopero della fame, il pacchetto sicurezza anche alla luce delle notizie giunte sulla rivolta al Cie di Milano.


Forte solidarietà alle lotte delle immigrate e degli immigrati costretti a subire come dei veri propri criminali l'umiliazione della prigionia, del sopruso e dell'intimidazione, a Milano, a Torino così come in tutti i Cie/lager.
 

Contro il pacchetto sicurezza
Libertà per tutte le immigrate e tutti gli immigrati


proletari comunisti
  14/08/2009

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PACCHETTO SICUREZZA: RAZZISMO – MODERNO FASCISMO – STATO DI POLIZIA

 

“Calendarizzazione in tempi brevissimi" è stato l’annuncio fatto con soddisfazione dal capogruppo della Lega a Palazzo Madama Bricolo, dopo l’approvazione da parte della Camera, il 14 maggio scorso, del pacchetto sicurezza (ddl 773) in vista dell’ ultimo passaggio da farsi in Senato.

 Ha fretta il governo Berlusconi ad arrivare alla tappa conclusiva, fare diventare legge di Stato quello che è un aberrante insieme di norme liberticide e razziste contro gli immigrati innanzitutto ma estese anche ad altri aspetti della vita e del conflitto sociale e di cui riportiamo alcuni punti:

 

Introduzione del reato di clandestinità: arrivare nel nostro paese per gli immigrati diventa di per sé un reato

Prolungamento della reclusione degli Immigrati nei CIE (centri di identificazione ed espulsione) fino a sei mesi: oltre a rinchiudere in luoghi invivibili persone la cui unica colpa è di essere arrivati nel nostro paese, quando ce la fanno, viaggiando in condizioni estreme su barconi fatiscenti per sfuggire alla misera e alla guerra, viene stabilito una sorta di carcere preventivo, nonostante non si sia commesso alcun tipo di reato 

Tassa sulla cittadinanza e sul permesso di soggiorno: una vera rapina per i poveri del mondo 

No alla registrazione all’anagrafe per i figli degli irregolari: cancellata la indecente norma sui presidi e sui medici spia, resta però nel testo l’obbligo di esibire agli uffici della pubblica amministrazione il permesso di soggiorno non solo ai fini del rilascio di licenze, autorizzazioni, iscrizioni ma anche per i provvedimenti inerenti agli atti di stato civile o all’accesso ai pubblici servizi. Con questa norma i figli dei clandestini non potranno essere iscritti all’anagrafe. Bambini invisibili rischiano di diventare i figli degli irregolari in quanto non saranno iscritti all'anagrafe dai genitori per evitare che senza permesso di soggiorno siano denunciati ed espulsi con la possibilità indecente! poi di arrivare anche alla messa in adozione dei bambini. 

Carcere per chi affitta ai clandestini 

E ancora

 Registro dei senza fissa dimora: misura che in primo luogo colpirà gli immigrati ma sarà estensibile a tutti i senza casa.

 Ronde di cittadini in città non armate e sotto il controllo dei prefetti, ne faranno parte in primo luogo ex agenti della polizia, carabinieri e delle forze armate. “Volontari della sicurezza” li ha definiti Maroni, in realtà si legalizzano gruppi paramilitari, fascisti e polizieschi volti alla persecuzione degli immigrati, giovani e oppositori politici, pronti a essere massa di manovra squadrista dello Stato moderno fascista

 Pene severe per chi scrive sui muri, occupa il suolo pubblico o case abbandonate: norme da stato di polizia a cui se ne  aggiungono altre inserite nel “pacchetto sicurezza”, nei provvedimenti economici e in Direttive del Ministero degli Interni che allargando anche i poteri ai sindaci delle città, impongono massicce misure di divieto dei cortei, manifestazioni e assembramenti pubblici

 Reintroduzione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale: un reato tipico del codice penale fascista, dopo che era stato abrogato, e lo si reintroduce con una sanzione ancora più grave di quella stabilita in precedenza con la reclusione fino a tre anni.

 

"Sono soddisfatto - ha detto il presidente del Consiglio Berlusconi - perché quella varata è una legge lungamente approfondita e assolutamente necessaria…” ma per chi e per cosa in realtà???

 

Il pacchetto sicurezza non è caduto dal cielo e non è spuntato dal nulla ma è il frutto della politica di chi è  al servizio degli interessi dei padroni e della classe borghese dominante.

 

Già i precedenti governi, anche di centro sinistra, hanno messo in campo politiche sulla cosiddetta sicurezza, anzi, alcuni dei provvedimenti contenuti in questo pacchetto vengono fuori dall’impianto di precedenti leggi, vedi per esempio sulla questione dei Cpt, istituiti dall’articolo 12 della legge 40 del 1998 della cosiddetta legge Turco-Napolitano,  trasformati ora in Cie, ma oggi il governo Berlusconi fa un vero proprio salto di qualità che è “assolutamente necessario e approfondito” come dice, adeguato alla fase che viviamo: una fase di acuta crisi economica mondiale i cui responsabili, i padroni capitalisti di cui i governi ne rappresentano gli interessi volti alla salvaguardia del loro potere e del loro sistema di dominio, ne scaricano le conseguenze sulle spalle dei lavoratori, degli operai, delle masse popolari costrette a subire più sfruttamento e oppressione (licenziamenti, cassa integrazione, precarizzazione sempre più massiccia…).

 

Ecco allora la necessità di mettere in campo una gestione del potere sempre più autoritaria e da stato di polizia volta a trasformare ogni problema sociale in questione di ordine pubblico, tendendo a criminalizzare tutte le aree del dissenso e del conflitto sociale colpendo la libertà di espressione, di pensiero con misure che mirano perfino a dare al Ministro dell'Interno la facoltà di sciogliere gruppi «eversivi» e di oscurare siti telematici che invitino «a disobbedire alle leggi» (vedi l’emendamento del senatore D’Alia-Udc).

 

Ma è con il razzismo di Stato, sancito ancora di più da questo pacchetto sicurezza accompagnato da martellanti campagne mediatiche di allarmismo, che questo governo esprime nel profondo la sua marcia verso il moderno fascismo: con l’intento di distogliere dalla crisi che colpisce le masse popolari, si aizzano le stesse ad una vera e propria caccia agli immigrati, quelli che “mettono in pericolo” le briciole delle briciole che dal piatto ricco e pieno i padroni buttano ai lavoratori, agli operai… per non parlare della vergognosa strumentalizzazione da parte del governo relativamente alla violenza sulle donne. 

Il governo legittima in questo modo anche tutti quei gruppi razzisti, fascisti che attaccano e aggrediscono gli immigrati fino ad ucciderli, come il giovane Abba a Milano, legittima le discriminazioni e i soprusi delle forze di polizia ma anche di settori popolari contro gli immigrati, vedi i fatti di Ponticelli (Na), rendendoli ancora più vulnerabili ed attaccabili attraverso leggi che li privano della casa e del lavoro, perfino dei diritti umani più elementari: il diritto alla salute e alla famiglia, di riconoscere i propri figli...

 

 proletari comunisti      ro.red@fastwebnet.it

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Contro la parata nazi-fascista di Forza Nuova e la repressione poliziesca dei fascisti in divisa

Sabato 28 febbraio a Bergamo, grazie alla complice indifferenza delle istituzioni cittadine è stato permesso al branco di razzisti, fascisti e omofobi che si riconoscono nel partito di forza nuova di aprire la loro sede cittadina sfilando in un’ignobile parata.

Un insulto alla Resistenza e al sangue versato dai partigiani per liberare il nostro paese da 20 anni di dittatura fascista fatta di guerra, miseria e sofferenze per il popolo ed i lavoratori.

A questa ideologia si richiama il partito fascista di Roberto Fiore fondatore e ideatore di Forza Nuova, europarlamentare condannato in passato per banda armata e associazione sovversiva che ripropone, come soluzione alla crisi capitalista, guerra tra poveri, odio razziale e nazionalismo, perpetuando in questo modo il ruolo di servi del potere borghese che è storicamente è connaturato nelle organizzazioni fasciste. 

Agli antifascisti bergamaschi, che volevano dimostrare la loro contrarietà a questa vergogna era stato permesso di fare un presidio in una via vicina alla sede dei fascisti, ma completamente isolata dal resto della città da un asfissiante schieramento di forze di polizia.

Assodata l’impossibilità, in quelle condizioni, di comunicare le nostre ragioni alla popolazione bergamasca, nel tardo pomeriggio, in alcune centinaia di antifascisti si era deciso di lasciare via Quarenghi ed in corteo di sfilare per il centro cittadino.

Un corteo comunicativo che, con comizi volanti, serviva a diffondere le ragioni dell’antifascismo denunciando, agli ignari bergamaschi che passeggiavano in centro che, con la protezione della polizia, era stato permesso a questi tristi figuri  di insediarsi in città,  commettendo, proprio in quel momento e sotto gli occhi delle forze dell’ordine, una serie di reati, tra i quali apologia di fascismo ed incitamento all’odio razziale.

Come risaputo, all’incrocio di via Paleocapa, il corteo veniva attaccato a freddo con violente cariche e pestaggi, dalla polizia in stile g8 2001, dopodichè, nel successivo rastrellamento, venivano fermate 59 persone (57 rilasciate nella serata di sabato e 2 lunedì) a dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che chiunque osi  uscire dalle compatibilità imposte da questo sistema di falsa democrazia ma di dittatura effettiva, è considerato un nemico e quindi represso pesantemente.

Il governo Berlusconi, come i precedenti governi di centro sinistra, che si tratti di studenti, lavoratori in lotta, immigrati o antifascisti non perde l’occasione per dimostrare da che parte sta, procedendo verso un moderno fascismo, in difesa degli interessi di padroni, ricchi e banchieri.

Ma la repressione non  puo’ che alimentare la ribellione.

Mobilitiamoci dal basso e assediamo i covi neri e i comuni delle ordinanze securitarie e razziste.

Solidarietà ai compagni denunciati e arrestati.

Non un passo indietro. L’antifascismo non è reato.

proletari comunisti 

 02/03/2009                               

 prol_com_bg@infinito.it  

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GIU' LE MANI DAGLI ANTIFASCISTI DI BERGAMO

 

«Se tutti, a destra e a sinistra, si atterranno a quanto preannunciato, senza forzature e provocazioni, la cosa può svolgersi serenamente e senza problemi, come mi auspico. Spero anche che possano essere contenuti i disagi per la cittadinanza, e che quindi siano poche le strade che dovranno essere chiuse al traffico e per il minor tempo possibile». Queste le dichiarazioni del sindaco Roberto Bruni in merito all’apertura della sede di forza nuova riportate da Dnews del 26/02/09.


Ricordiamo che forza nuova è un'organizzazione neonazista che si richiama apertamente al regime hitleriano e a quello della repubblica sociale di Salò, utilizza i simboli della croce celtica e delle ss, nega l'olocausto ed esalta il razzismo, il sessismo, l’omofobia e l'antisemitismo.

Ridurre le giuste manifestazioni di dissenso dei bergamaschi antifascisti ad un banale intralcio del traffico è veramente vergognoso. Ma da un personaggio che vanta discendenze partigiane il 25 aprile e che di fatto è parte attiva nel propagandare il revisionismo storico sostenendo attivamente la menzogna dei martiri delle foibe, non ci si aspettava altro.

Un’ulteriore dimostrazione di come il razzismo e il fascismo siano legittimati dalle istituzioni, a partire dal pacchetto sicurezza del governo Berlusconi-Bossi-Fini fino alle politiche locali avvallate dai sindaci sceriffi del centro sinistra (anche a Bg) fatte di blitz quotidiani della polizia locale contro gli immigrati e di ordinanze razziste come quella antiaccattonaggio.

E’ in questo contesto politico che si alimenta l’odio razziale e contro il “diverso”, che trova radicamento anche in parte delle masse esasperate da una profonda crisi economica e sociale, sfruttate e senza futuro in questa società, le quali puntualmente vengono indotte dal potere, dalla borghesia, a rivolgere la propria rabbia contro il “nemico comune”: l’immigrato.

Aspettare le sterili e vuote reazioni dei partiti parlamentari, della sinistra di palazzo, (che tale rimane anche se fuori), è quanto mai inopportuno dato che fino a ieri dal governo di cui erano parte sono nate le politiche dei cpt, reazionarie, securitarie, revisioniste e razziste che hanno spianato la strada all’attuale situazione di razzismo dilagante.

Bisogna reagire e contrastare con l’antifascismo e l’antirazzismo militante l’orda nera, assediando i mandanti politici istituzionali, creatori del clima che alimenta e rende impunita la violenza omicida di fascisti e razzisti.

Che oggi non significa solamente contrastare i fascisti di strada ma soprattutto combattere l’attuale politica reazionaria e revisionista storica dei governi della borghesia di destra e di falsa sinistra sviluppando una mobilitazione dal basso permanente, unitaria e di massa.

Solidarietà agli indagati per i fatti dell’università di Bergamo. L’antifascismo non è reato!

prol_com_bg@infinito.it  28/02/2009

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Fermiamo il massacro del regime nazi-sionista israeliano appoggiato dal governo italiano

Solidarietà al popolo palestinese e alle sue organizzazioni popolari

 

Ormai da quattro giorni Israele bombarda la striscia di Gaza in Palestina provocando già circa 400 morti e 1600 feriti principalmente civili. Solo nel primo giorno di bombardamenti molte vittime sono state bambini che a quell'ora tornavano da scuola e donne.

 

Con l'operazione "Piombo Fuso" il governo israeliano ha dichiarato di voler rovesciare il governo di Hamas eletto dal popolo e dichiara che fermerà il massacro solo se a Gaza salirà al potere chiunque altro (ovvero il partito capitolazionista e collaborazionista del presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen contrapposto ad Hamas).

 

Nonostante la propaganda borghese ci bombarda quotidianamente dicendoci che Israele va appoggiato perché è "l'unica democrazia in medio oriente", questa "grande democrazia" dietro le ipocrite parole del ministro della difesa Barak "non abbiamo nulla contro gli abitanti di Gaza… ed eviteremo per quanto possibile di colpire i civili…"  non esita a massacrare un popolo, in quella che si definisce "guerra totale" per cancellarlo dalla faccia della terra.

 

Da decenni i palestinesi subiscono una pesante occupazione militare che si traduce in una vita insostenibile. Per fare qualsiasi cosa "normale" come comprare beni di prima necessità o recarsi all'ospedale si devono attraversare check-point dell'esercito occupante israeliano dove spesso si muore come è capitato a molte donne incinte morte dentro le autoambulanze ferme per i controlli. Mentre i coloni israeliani fortificati in piccoli accampamenti hanno libero accesso ad acqua potabile ed elettricità  a pochi chilometri i palestinesi non hanno niente e come successo a Gaza negli ultimi mesi subiscono un duro embargo che ha privato il popolo di benzina, cibo, energia elettrica fino ai medicinali con gravi ripercussioni anche negli ospedali.

 

Ma il popolo palestinese non si arrende e da 61 anni combatte senza fermarsi per il proprio diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza negata dal regime nazi-sionista di Israele i cui piani distruttivi trovano il pieno consenso e sostegno delle potenze imperialiste, dagli Stati Uniti all'Unione Europea in cui il governo italiano fa pienamente la sua parte: il ministro Frattini, infatti, fa appello "alla Lega Araba … perché finiscano questi lanci di missili da parte di Hamas che purtroppo è un'organizzazione terroristica…" facendo finta di dimenticare che Hamas è andata al governo perché nel 2006 ha vinto le elezioni. E, come gli Stati Uniti, quindi, sostiene il massacro dei civili palestinesi.

 

400 morti, tante donne e bambini uccisi e feriti

il vero terrorismo sono le bombe israeliane appoggiate dall'imperialismo

un vero genocidio con la complicità dell'ONU

 

La resistenza del popolo palestinese è giusta e sacrosanta e va appoggiata senza se e senza ma

 

In questo senso tutti coloro che parlano di 2 popoli/2 stati, che dicono quindi di volere la pace tra i due stati, cercano di ingannare perché fanno finta di non sapere che le condizioni poste da Israele, e dall'imperialismo che lo sostiene, per la nascita di uno stato palestinese sono talmente dure e ingiuste, sono nella sostanza un pretesto, e quindi impossibili da accettare, che ne perpetuerebbero comunque lo stato di colonia sfruttata dipendente in realtà da Israele stessa.

 

Sostenere la giusta causa della lotta di liberazione dei popoli dalle catene dell'imperialismo

Con la resistenza del popolo palestinese

 

Circolo di Proletari Comunisti Palermo  30/12/2008

prolcompa@libero.it

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L’orda nera che avanza va schiacciata!

4 Ottobre a Roma Manifestazione contro il razzismo

 

Il governo nero Berlusconi-Bossi-Fini con la sua legislazione economico-politico-culturale antimmigrati, comune a tutti i paesi imperialisti, assume in Italia nell’attuale contesto nazionale le forme del razzismo più consono agli interessi della piccola borghesia rappresentata dalla Lega Nord, un razzismo quello leghista da Ku Klux Klan.

Con la tolleranza zero inaugurata con un bombardamento mediatico senza precedenti, di criminalizzazione degli immigrati e di allarme sociale, il governo e le amministrazioni locali hanno lanciato la caccia agli immigrati e contro tutti gli elementi deboli della società. Il governo ha dato pieni poteri ai sindaci sceriffo e questi si sono scatenati in una serie di ordinanze securitarie che in realtà altro non sono che limitazioni delle libertà individuali, rastrellamenti di immigrati “clandestini”, “lavavetri”, disoccupati, ambulanti, i così detti “abusivi”, quindi caccia ai Rom come avviene a Roma sotto indicazione del fascista Alemanno o a Bussolengo (Verona) dove un’intera famiglia è stata vittima dell’aggressione, poi sfociata in tortura anche su minori, da parte delle nuove squadracce. Le nuove ordinanze assumono forme differenti nelle varie città, ma tutte sono accomunate da un unico comune denominatore: repressione e razzismo. Siano città governate dal centro sinistra o dal centro destra non vi è alcuna differenza, come dimostrano i fatti, l’importante è reprimere e dare la caccia agli immigrati in una gara a chi emette più decreti di espulsione o pratica arresti per mantenere l’ordine costituito, le città pulite e intonse da ogni forma di diversità.

In questo contesto politico di razzismo dall’alto, che nasce nelle istituzioni, si alimenta l’odio razziale e contro il “diverso”, che trova radicamento anche in parte delle masse esasperate da una crisi economica e sociale nera, sfruttate e senza futuro in questa società, le quali puntualmente vengono indotte dal potere, dalla borghesia, a rivolgere la propria rabbia contro il “nemico comune”: l’immigrato. La deviazione dal problema reale è sempre stato un elemento importante del potere borghese che quando alle prese con malcontento generale per le condizioni di vita inaccettabili e insopportabili, applicazioni di politiche antioperaie e antipopolari in genere, divide il proletariato, i lavoratori alimentando una, per lui confacente, guerra tra poveri, divisione tra la classe e individuazione della panacea di tutti i mali nell’anello più debole della società, oggi gli immigrati.

 Nasce e si concretizza in questo clima, il 14 settembre l’assassinio di Abdul Guibre a Milano, ragazzo di 19 anni di colore preso a sprangate da padre e figlio al grido di “negri di merda vi ammazziamo tutti”. Avviene nella Milano Nera della Moratti, nell’Italia di La Russa , Bossi , Alemanno sotto l’egida del governo nero di Berlusconi, avviene con la criminalizzazione degli immigrati da parte di tutti i mass media, avviene con l’ampia protezione loro offerta dalle forze di polizia che proprio alcuni giorni prima avevano caricato gli antifascisti a protezione di Cuore nero, covo neonazifascista recentemente riaperto. E così i precedenti fatti di aggressioni razziste come a Genova dove un ragazzo originario dell’ Angola di 24 anni viene picchiato da 13 neonazifascisti italiani; il lavoratore rumeno, Adrian Kosmin di 29 anni, che a Verona è stato sedato e poi ucciso e dato alle fiamme dai due datori di lavoro per incassare la polizza da 900000 euro che gli avevano fatto firmare; a Roma dove alcuni omosessuali vengono aggrediti da una decina di fascisti che li prendono a sassate, aggressioni che si contano ormai in tutte le città italiane, l’elenco dei fatti è lungo, troppo lungo, ma soprattutto necessita di una risposta immediata che combatta questo governo che con leggi, tolleranza zero sparge continuamente odio razzista, fascismo e stato di polizia contro immigrati, donne in lotta e contro chi rivendica i propri diritti.

Il governo nero di Berlusconi non deve avere la possibilità di mettere in essere e far diventare agente la proposta di prendere le impronte digitali ai bambini rom, aspettare le sterili e vuote reazioni dei partiti parlamentari, della sinistra di palazzo, (che tale rimane anche se fuori), è quanto mai inopportuno dato che fino a ieri dal governo di cui erano parte sono partite le politiche dei cpt, reazionarie, securitarie, revisioniste e razziste che hanno spianato la strada all’attuale situazione di razzismo dilagante. Il governo Berlusconi Bossi Fini trova alleati anche nell’Europa della borghesia imperialista che prima finge di scandalizzarsi e di essere preoccupata per le proposte razziste del governo italiano poi di tutta risposta manda in Italia una delegazione, dal 18 al 20 settembre, come “osservatrice della situazione, condizione dei rom” nel nostro paese, composta per la maggior parte da eurodeputati italiani. Su 20 membri che visiteranno i campi Rom e incontreranno il ministro dell’Interno, membri del parlamento italiano e leader di Ong , ben 13 sono italiani. Ma non è tutto, perché fanno parte dellla delegazione che ha il compito di giudicare il grado di razzismo nei confronti dei Rom, politici di estrema destra, come il capo di Forza Nuova Roberto Fiore e Luca Romagnoli, che ha chiesto a gran voce l’esame del DNA per i bambini Rom e che ha formulato la proposta di deportare tutti i “nomadi ladri e rapinatori fuori dall’Italia”. Oltre a Fiore e Romagnoli, il Parlamento europeo affida l’indagine in Italia a Mario Borghezio, propugnatore del testo razzista intitolato “Preghiera dello Zingaro”e noto razzista che non perde occasione di ostentarlo come a Colonia sabato 20 settembre in cui ha partecipato alla manifestazione anti islam, poi bloccata dalle forze antirazziste che hanno di fatto costretto la sua interdizione.. Quindi, Roberta Angelili di Alleanza Nazionale, paladina di una crociata contro i genitori Rom, “sfruttatori di bambini”, a suo dire. Si prosegue con Elisabetta Gardini, la cui avversione per i Rom è tanto forte da averla indotta a una posizione di critica contro Famiglia Cristiana, definita “cattocomunista”. E ancora, con Stefano Zappalà, convinto sostenitore del rilievo delle impronte digitali dei bambini Rom. La delegazione che visiterà il ‘Casilino 900’ e il campo “Salone” di Roma non sarà certo obiettiva, ma, al contrario, rappresenta pienamente la destra italiana della tolleranza zero e il razzismo italiano del governo che ha portato all’uccisione di Abdul Guibre a Milano.

Omicidi razzisti che spargono sangue proletario come quello nel casertano in cui la camorra ha deciso un’azione di terrore razzista con la strage in stile nazista nel ghetto di Castelvolturno, uccidendo 6 lavoratori immigrati e ferendone uno in modo molto grave, tutti di origine africana. La rabbia che è esplosa durante la manifestazione degli immigrati è stata la giusta risposta agli attacchi razzisti, al terrorismo razzista della camorra e al clima di odio razziale di settori popolari spinti dall’allarme sociale di questo governo..Gli immigrati non hanno avuto più paura di subire in silenzio, così come avvenuto a Milano , sabato 20 durante la manifestazione contro il razzismo per ricordare Abdul in cui un blocco del corteo, composto per la maggior parte da immigrati e amici del giovane diciannovenne, hanno voluto raggiungere il negozio degli assassini razzisti per “restituirgli i biscotti” e gridargli in faccia tutta la loro giusta rabbia. Ora lo stato risponderà al problema sociale del razzismo, della discriminazione e degli attacchi agli immigrati,., risponderà con le armi, con le armi dello stato di polizia di un moderno fascismo ormai edificato. Infatti ai problemi sociali delle masse, alle richieste di “protezione” da parte degli immigrati di Castelvolturno lo stato risponde mandando 400 poliziotti in più, l’esercito, applicherà espulsioni più rapide e certamente saranno rivolte verso i 20 identificati nella rivolta che già sono stati denunciati. La camorra li ammazza e “lo stato finisce i lavori che aveva appaltato”! 

 Bisogna reagire e contrastare con l’antifascismo e l’antirazzismo militante e la mobilitazione di massa l’orda nera e assediare i mandanti politici istituzionali di tutto questo, i creatori del clima che alimenta e rende impunita la violenza omicida di fascisti e razzisti. 

 Partecipiamo il 4 ottobre a Roma alla manifestazione contro il razzismo di stato, le discriminazioni e i maltrattamenti sul posto di lavoro, la xenofobia indotta da una martellante campagna d’odio.  Ma è necessario anche lo sciopero degli immigrati per spezzare questo clima di paure e ricatti e pretendere diritti, a cominciare da quello di cittadinanza, per rompere il legame tra permesso di soggiorno e lavoro, per la chiusura dei CPT, per dire no al reato e all’aggravante di immigrazione clandestina.

Basta con le aggressioni nazifasciste e le brutalità e le impunità poliziesche contro gli immigrati!

Basta con le ronde razziste della Lega Nord e quelle “democratiche” del Pd !  E’ necessario sviluppare una mobilitazione permanente contro il governo razzista, mandante dell’omicidio di Abdul.

Mobilitiamoci e assediamo i covi neri e i comuni delle ordinanze securitarie e razziste.

proletari comunisti

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VERITA’  E GIUSTIZIA PER ABBA

Saremo in piazza il 20 settembre con lo striscione: Abba=omicidio razzista - basta con le politiche securitarie dalla Moratti a Penati – che alimentano la violenza omicida fascista, per ribadire la necessità che questa manifestazione sia l'inizio di una mobilitazione permanente contro il razzismo sparso a piene mani dai rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali dalla Moratti a Penati che fanno a gara nel portare avanti le politiche securitarie, fondate sulla criminalizzazione e repressione degli immigrati.

 Milano, 18/9/08

Ma quale “..TRAGICA FATALITA’..” signora Moratti e signor Penati, ma quali “..FUTILI MOTIVI..” signor giudice e signor poliziotto, l’omicidio di ABBA è un omicidio RAZZISTA! E le cause, la cultura che alimentano e armano le mani assassine sono le vostre politiche.

Sono i decreti di schedatura per i bambini Rom, i patti per la “sicurezza” dei cittadini, i sindaci sceriffi, la militarizzazione dei territori; sono l’impunità, la copertura, il finanziamento dei gruppi nazifascisti, come Cuore Nero che hanno ucciso ABBA.

E’ “normale” che se dei leghisti, come Borghezio o Salvini, continuano a ripetere “marocchino di merda” “vi bruceremo tutti”, poi, dei “normali” cittadini si sentano legittimati ad assaltare e bruciare un campo Rom o ad uccidere uno “sporco negro”.

E'’ “normale” fare carriera politica guidando assalti, a colpi di molotov, contro gli odiati zingari, come avvenuto ad Opera e senza che le forze dell’ordine intervenissero.

E dopo quello che è successo in via Zuretti, nella Milano dell’Expo 2015, dite di “abbassare i toni” e “non politicizzare”!  State solo cercando di autoassolvervi e nascondere la vera natura e gli obiettivi della vostra politica securitaria.Parlate di sicurezza, ma per chi? Negare il diritto di cittadinanza ai lavoratori immigrati, non rende più sicuri i lavoratori italiani: ma di sicuro i padroni si. Poiché, grazie a questa guerra tra poveri, possono schiavizzare e sfruttare meglio i lavoratori tutti, bianchi o neri che siano.

Impedire agli immigrati il diritto allo studio, alla casa e alle cure mediche al grido “prima gli italiani”, non da ai proletari e alle fasce più deboli di chi è nato in questo Paese alcuna sicurezza di avere questi stessi diritti, anzi.

Permettere l’apertura di un covo nazifascista, come Cuore Nero, difendendolo dai “barbari ubriaconi” antifascisti, il tutto in nome del “superamento delle ideologie e per la pacificazione”, non si chiama democrazia ma legittimazione del fascismo e stato di polizia. 

Bisogna reagire contro queste politiche contrastandole con l’antifascismo militante e la mobilitazione permanente e di massa.

Assediare i mandanti politici istituzionali di tutto questo, i creatori del clima che alimenta e rende impunita la violenza omicida di fascisti e razzisti significa dare un senso alla sete di VERITA’ e GIUSTIZIA chiesta dalla famiglia e dagli amici di ABBA.

PERCHE’ QUESTO NON ACCADA MAI PIU’!    

 proletari comunisti Milano     prolcom.mi@tiscali.it

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Cammarata Sindaco/sceriffo  a Palermo

 

Il sindaco di Palermo Cammarata non ha voluto essere da meno: anche lui sindaco-sceriffo!
In questi mesi i sindaci di diverse città italiane non hanno perso tempo a raccogliere l’appello del ministro Maroni ad impegnarsi a sviluppare le forme più “creative”, cioè sempre più moderno fasciste, per mettere in atto concretamente una delle parti contenute nel decreto del governo sulla sicurezza. Maroni ha infatti concesso ai sindaci pieni poteri in materia di sicurezza rendendoli “funzionari governativi”, in pratica nuovi sceriffi sul territorio!

A partire da
Roma con il nuovo sindaco di destra Alemanno che ha previsto di riarmare la polizia municipale, di proibire l’accattonaggio, di prendere provvedimenti contro i lavavetri ai semafori ecc ecc, si sono susseguite altri provvedimenti sia della destra che della cosiddetta sinistra: da Vicenza in cui il sindaco pd Variati ha emesso un’ordinanza contro i bivacchi nelle città, prendendo di mira soprattutto i Rom, “la sicurezza ci riguarda tutti” ha detto “non esistono etichette”, a Verona in cui il sindaco della Lega Nord Tosi ha deciso la confisca del denaro racimolato dai lavavetri e una sanzione di 100 euro, e ancora Assisi in cui il sindaco di destra Ricci ha proibito la questua nei pressi delle chiese, Novara dove sono stati proibiti i gruppi formati da più di due persone, la notte, in alcuni parchi della città, fino a Torino in cui in alcuni quartieri, in particolare di immigrati, è stato impedito di bere e mangiare per strada, e potremmo continuare.

Sull’onda del nuovo decreto Maroni ora anche a Palermo il sindaco Cammarata di Forza Italia, non ha voluto restare indietro e ha preannunciato un’ordinanza contro gli “assembramenti che limitano in modo grave il libero utilizzo degli spazi pubblici in città”, ordinanza della quale “è stato preventivamente informato il Prefetto ” che sulla base della normativa nazionale, può solo prenderne atto.

Questo provvedimento, si legge nel comunicato del sindaco, è stato predisposto “anche alla luce delle ricorrenti proteste di piazza, che spesso scadono in bivacco con conseguente accumulo incontrollato di rifiuti in particolare davanti a sedi istituzionali, luoghi di culto e siti di pregio storico, artistico e architettonico.”

Per l’appunto! Le ricorrenti proteste di piazza sono il vero motivo dell’ordinanza a firma Cammarata, altro che decoro della città. Più chiaro di così!
Il sindaco di Forza Italia non essendo in grado di risolvere i mille problemi soprattutto delle masse popolari, non volendo dare serie e concrete risposte ai bisogni espressi con le proteste sempre più frequenti in questi ultimi mesi in città, dai senzacasa, agli indigenti, ai disoccupati, ai precari, vuole imporre la limitazione delle libertà individuali e collettive e deve RIDURRE A QUESTIONE DI ORDINE PUBBLICO le sacrosante proteste, che aveva già provato in passato a fermare con minacce, ordinanze di sgombero e multe, iniziative comunque rese inutili proprio dalle continue proteste che non si sono mai fermate. Ma oggi finalmente ha a disposizione LA LEGGE!

“Il testo del decreto”, continua il comunicato ufficiale del sindaco, “demanda l'esecuzione degli sgomberi alle Forze dell'Ordine e alla Polizia municipale e il contestuale ripristino della fruibilità dei luoghi all'intervento delle aziende e maestranze comunali addette ai servizi cittadini”. “Affinché”, dice in una intervista, “non si leda il diritto di tutti i cittadini di vivere in una città bella, decorosa e pulita”. Cammarata è sicuramente troppo impegnato a vedere film, come si usa dire!
E infatti sta per essere completata, con sua grande soddisfazione, per la modica cifra di circa 5.000.000 di euro (di un finanziamento complessivo di 8milioni) la nuova SCUOLA DI CINEMA proprio nel cuore di uno dei quartieri di Palermo reso quotidianamente invivibile dal traffico caotico, dall’inquinamento atmosferico tra i più alti in Italia in assoluto, dai cumuli di immondizia (e già “gli irresponsabili” per Cammarata sono i lavoratori dell’AMIA che in questi giorni stanno scioperando perché senza stipendio, ma, si sa, le casse comunali per queste questioni sono sempre vuote!!!) dall’allagamento delle vie quando piove, dalla mancanza di spazi, non diciamo solo verdi, ma di qualsiasi natura, tra cui una villetta chiusa e abbandonata da anni che potrebbe essere utilizzata soprattutto dai ragazzi, dai bambini e dagli anziani che non sanno dove andare!

Le risposte vere alle necessità delle masse popolari non arrivano mai!!! mentre chi si proclama a grande voce all’opposizione di fatto è complice.

Raccogliere tutte le energie disponibili per una vera opposizione di massa, questo oggi è necessario.
Raccogliere tutte le energie che sono disposte ad andare fino in fondo nella lotta per i diritti delle masse e per sviluppare l’organizzazione politica e sociale, indipendente e di classe, dei proletari e delle masse popolari.

Contro l’avanzare del moderno fascismo - Continuare a manifestare in ogni luogo pubblico
Per il ritiro immediato delle ordinanze reazionarie

Circolo proletari comunisti Palermo

mailto:proletaricomunistipa@email.it         18/09/2008


P.S.: È di ieri la notizia che anche il sindaco d Trapani ha emesso la sua bella ordinanza: tra le altre cose multe anche a chi da qualcosa al posteggiatore abusivo!

 

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Solidarietà ai manifestanti del Dal Molin

 

Le violenze inaudite della polizia che ha caricato i manifestanti No Dal Molin, sabato 5 settembre, esprimono appieno la determinazione e la ferocia con cui l'attuale governo, (e quelli passati che non sono stati da meno), serva gli interessi dell'imperialismo. L'Italia imperialista che ha partecipato e sostenuto tutte le guerre di aggressione scatenate principalmente dall'imperialismo USA, con un ruolo di alleato che è secondo solo a quello della Gran Bretagna, da anni sta portando avanti, con i diversi governi indistintamente, un processo di militarizzazione dei territori , ampliamento delle basi militari e aumento delle spese belliche. Tutte le coalizioni governative che si sono alternate al governo del paese sostengono e servono gli interessi dell'Italia imperialista; entrambe le coalizioni si adoperano per svolgere al meglio il proprio ruolo di comitato d'affari della borghesia imperialista al passo coi tempi e le sfide della situazione mondiale attuale. Oggi il governo Berlusconi , la borghesia imperialista italiana ha bisogno, per fare questo, di uno stato sempre più reazionario e militarizzato. L'ampliamento della base militare Dal Molin così come il crescente ruolo strategico di quella di Taranto sono all'interno del progetto imperialista. I costi di questo progetto sono tutti a carico dei proletari, dei lavoratori e dei popoli schiacciati dalle politiche guerrafondaie dei governi della borghesia imperialista. Lo stato di polizia in azione ancora una volta all'iniziativa di sabato 5 settembre che aveva lo scopo di monitorare l'area all'interno del Dal Molin per controllare che i lavori non inizino prima della consultazione popolare del 5 ottobre, ha vigliaccamente mostrato i denti contro cittadini inermi. I No dal Molin che avevano deciso di costruire una torretta di controllo per poi presidiarla durante le giornate del Festival in vista della manifestazione del 13 settembre, sono stati aggrediti dalle forze dell'ordine che avevano un ordine ben preciso: "caricare comunque".

Esprimiamo la nostra sincera solidarietà ai manifestanti e ai feriti, esigiamo immediatamente le dimissioni di chi ha ordinato cariche contro cittadini inermi e autorizzati alla manifestazione. Forti del fatto che la repressione non ferma la lotta ma anzi l'alimenta come la Val di Susa, Chiaiano, Napoli, Grottaglie, ecc.. insegnano appoggiamo e sosteniamo le battaglie contro l'ampliamento della base, contro la militarizzazione dei territori e rivolgiamo la protesta anche contro tutte le imprese e le cooperative che si arricchiscono con affari e denaro sulla pelle dei popoli.
proletari comunisti  08/09/08

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Presidio antifascista a Milano

 

Quanto successo a Milano al presidio antifascista, indetto per contestare l’apertura del covo nazifascista Cuore nero, è l’ennesima dimostrazione che le cosiddette scorribande di questi loschi figuri, dalle teste rasate, portatori di ideologie xenofobe, razziste e fasciste, godono il sostegno, la copertura di esponenti del governo.

    Il pretesto per caricare il presidio è stata l'arroganza di un consigliere di zona leghista, in camicia nera e foulard verde, di “passeggiare” nella piazza del presidio antifascista, nonostante la blindatura della zona.

    Ma quanto successo ieri non è casuale perché sono proprio le politiche moderno fasciste del governo Berlusconi, fatte di leggi antimmigrati-attacco alla Costituzione nata dalla Resistenza- di anticomunismo viscerale-di revisionismo storico (che trova consenso e appoggio nella cosiddetta opposizione parlamentare), sono queste il brodo di coltura che alleva, copre e arma le crescenti scorribande di questi topi di fogna.   

     Non casualmente nella stessa giornata il presidio del movimento NO Dal Molin a Vicenza ha subito lo stesso “regalo” delle cosiddette forze dell’ordine.

 

 comunicato stampa

 proletari comunisti circolo di Milano

 prolcom.mi@tiscali.it            7/09/08

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Presidio a Roma il 6.08.08  per Nazan Ercan

 

Per dire No all’espulsione di Nazan Ercan (Zeynep Kilic), per chiedere la sua immediata liberazione dal Centro di Permanenza Temporaneo (CPT) di Ponte Galeria a Roma e il riconoscimento di rifugiata politica.

6 agosto, dalle ore 11.00 alle ore 17.00
sit-in di solidarietà presso il Ministero di Grazia e Giustizia, a Largo Arenula, Roma.

Ci rivolgiamo a tutti coloro che hanno a cuore le libertà democratiche, la difesa dei diritti umani e la resistenza contro ogni forma di fascismo.
Chiediamo a tutti di mobilitarsi e partecipare al presidio di solidarietà contro l’espulsione di Nazan in Turchia.
L’espulsione di Nazan ad opera delle Autorità italiane, significherebbe letteralmente consegnare questa dissidente comunista ad uno Stato tra i peggiori al mondo, uno Stato in cui si applica ordinariamente la tortura e la pena di morte, nei confronti di chi si oppone politicamente all’attuale governo Erdogan e al suo regime teocratico e fascista.


Promuovono: ASP, Comitato Iqbal Masiq di Lecce, Collettivo internazionalista Dino Frisullo di Lecce, Partito dei CARC, Sindacato Lavoratori in Lotta-per il sindacato di classe

Aderiscono: PCL, Proletari Comunisti

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Sentenza G8 - Manifestazione contro   repressione


Dopo l'assassinio di Carlo Giuliani, le cariche, le violenze squadriste delle forze dell'ordine e il massacro alla Diaz, dopo gli arresti arbitrari e le detenzioni illegittime con tortura durante i giorni del G8 2001 a Genova, lo
stato di polizia che da allora avanza nella sua ormai consolidata edificazione ha dato modo di confermare ancora una volta che la sospensione dello stato di
diritto non è stata solo in quei giorni e di quei giorni. L'impunità per i fascisti in divisa e per i loro capi è la conferma che le forze dell'ordine hanno pieni poteri di picchiare, torturare e uccidere come e quando vogliono.
Lo stato, la magistratura e tutte le istituzioni hanno fatto di tutto per proteggere chi al servizio della classe dominante e in nome di quel potere ha massacrato lavoratori, operai, studenti, giovani e donne.
Quasi tutte le pene sono state condonate, le aggravanti sono state tutte escluse, nessuno è stato condannato nemmeno per falso ideologico cioè l'unico reato che avrebbe resistito alla prescrizione e in più la sentenza non ha riconosciuto la tortura.  Tra prescrizione e condono se la sono cavata tutti!
Ma una generazione di giovani era scesa in campo a Genova, con loro il conto rimane ancora aperto, perché quei giovani non hanno dimenticato e non scordano
che i fascisti in divisa hanno ucciso Carlo e quel omicidio grida oggi ancora più forte la necessità di ribellarsi, di organizzarsi e rispondere al potere che uccide!
Non bastano sentenze di giudici, articoli di pennivendoli al servizio di grandi padroni, politici di qualsiasi schieramento, reti televisive che cercano di criminalizzare la gioventù ribelle e non sono sufficienti nemmeno tutti i
provvedimenti repressivi, le accuse di terrorismo ecc per fermare la necessità di ribellarsi oggi. Dal 2001 si sono alternati governi di centro destra e centro sinistra ma la
loro linea comune nell'edificazione del moderno fascismo e dello stato di polizia è stata inequivocabile e così in Europa, dove la borghesia ha sempre maggiore necessità di governi forti.
La "vergogna" di Genova nel 2001 non si è fermata in quell'anno, le sentenze di questi ultimi giorni dimostrano l'ennesima vergogna dello stato italiano delle sue istituzioni.
La generazione di giovani nata dal G8 rifiuta le sentenze scandalo emesse contro i responsabili dei massacri e delle torture ai danni dei manifestanti.
Chi era al g8 e chi ha seguito le grandi e allo stesso tempo drammatiche giornate di Genova non dimentica ciò che è veramente accaduto.
La forza della gioventù ribelle nei paesi imperialisti è quella che si è vista a Genova così come nelle banlieues parigine, questa forza si deve sviluppare, organizzare e riprendere in mano il proprio futuro. La sentenza e tutte le sentenze che potranno essere emesse non fermeranno le lotte e non
impediranno la ribellione.
Nessuno si aspettava che i giudici avrebbero fatto giustizia, nessuno confida in un dettato legislativo che ha al suo interno ancora leggi del codice fascista Rocco, l'unica giustizia che si potrà affermare sarà quella data
dalle battaglie, dalle lotte e dalle conquiste del proletariato.
Tali battaglie e lotte potranno dare conquiste con la costruzione e il rafforzamento dell'organizzazione di classe, il Partito.
Per raggiungere i propri obbiettivi, gli operai, i lavoratori, le donne,gli studenti, gli immigrati, i disoccupati non hanno bisogno dei partiti parte del sistema che li sfrutta, opprime e reprime ma del Partito comunista di tipo nuovo, il Partito comunista maoista, capace di essere l'espressione reale e
concreta delle necessità di classe.
Da anni stiamo assistendo ad una risposta repressiva ad ogni richiesta, lotta e battaglia da parte delle masse popolari, dei lavoratori, degli immigrati, delle donne e dei giovani. Una repressione che criminalizza le avanguardie, i comunisti, gli anarchici e chiunque si opponga e lotti contro
lo stato di cose esistente, per questo sosteniamo la necessità di allargare e rafforzare il coordinamento  contro la repressione nato dall'ass a il 21 giugno 2008.
Facciamo appello a tutte le forze, le organizzazioni, i gruppi che si battono contro la repressione ad unirsi in questa battaglia comune.
Rilanciamo l'assoluta necessità di una manifestazione nazionale contro la repressione da costruire per il prossimo autunno.

  

Red Block      redblockravenna@libero.it         25/07/08

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IL RAZZISMO SERVE ALLA “SICUREZZA” DEI PADRONI E DEL LORO STATO!

 

 I “pacchetti sicurezza” liberticidi fondati sul presupposto nazista della “colpa d’autore”, il reato di “clandestinità”, le ronde anti immigrati, la militarizzazione delle città, la criminalizzazione e la caccia all’immigrato, i blitz e gli sgomberi, le impronte ai rom, le reclusioni nei moderni lager di stato , i CPT, le campagne di allarme sociale fatte dai mass media, hanno fomentato il crescente razzismo in tutta Italia. Un razzismo di Stato che parte dall’alto, dalla politica dell’attuale governo Berlusconi che continua in peggio i provvedimenti anti immigrati dei governi di centro sinistra, e che spinge le masse popolari all’odio razziale, oggi con i pogrom contro i nomadi e le ronde cittadine. Questo clima reazionario istiga anche elementi fascisti a compiere aggressioni e provocazioni nei confronti degli immigrati. Di recente a Ravenna un presidio popolare, antifascista e antirazzista, con giovani, lavoratori ed immigrati assieme, li ha ricacciati nelle fogne da dove erano usciti.

Tutti i governi dei padroni hanno fomentato il razzismo per deviare l’attenzione delle masse popolari dai problemi veri: sfruttamento, bassi salari, omicidi bianchi ed infortuni nei luoghi di lavoro. Con lo scopo di creare un “nemico” comune da combattere perché “diverso e fa paura” e quindi dividere i lavoratori italiani da quelli immigrati creando una guerra tra poveri e una divisione in seno alla classe lavoratrice con lavoratori-schiavi, senza diritti per impedire l’unione di tutti i lavoratori contro il potere dei padroni e del loro stato.

L’immigrato oggi deve essere ricordato e sbattuto in prima pagina solo quando compie reati mai nessuno si ricorda di tutti coloro che nel nostro paese sono sfruttati dai padroni italiani lavorando in nero, senza sicurezza, sottopagati, ricattati e sempre più spesso vittime di incidenti sul lavoro! Deve essere invisibile la loro condizione su cui pende il ricatto del permesso di soggiorno legato al contratto di lavoro, alle quote-flussi, e devono essere truffati pure dalle Poste!

E’ in questo contesto che va ad affermarsi sempre più il moderno fascismo e lo stato di polizia, creando un clima di arbitrio poliziesco di cui gli immigrati non sarebbero gli unici a fare le spese.

Per questo è necessario rispondere con organizzazione, lotte e  opposizione proletaria e democratica alla canea reazionaria.

Come è  necessario lo sciopero degli immigrati per spezzare questo clima di paure e ricatti e pretendere diritti, a cominciare da quello di cittadinanza, per rompere il legame tra permesso di soggiorno e lavoro, per la chiusura dei CPT, per dire no al reato e all’aggravante di immigrazione clandestina.

Costruire assieme un soccorso rosso proletario e di massa come risposta agli attacchi repressivi.

Basta con le aggressioni nazifasciste e le brutalità  e le impunità poliziesche contro gli immigrati!

Basta con le ronde razziste della Lega Nord e quelle "democratiche" del Pd!

 proletari comunisti circolo di Ravenna  ravros@libero.it                      05/07/08

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Comunicati

 

Sulle elezioni europee: ...Boicottare queste elezioni è un atto, questo sì, 'politico' e di civiltà!  

 

1° MAGGI0 2009 Noi la crisi non la paghiamo !

CONTRO IL CAPITALISMO E I CONCILIATORI! UNITÀ DAL BASSO! RISPONDIAMO COLPO SU COLPO!
COSTRUIAMO IL PARTITO PER IL POTERE NELLE MANI DEL PROLETARIATO!
PER LA COSTRUZIONE DI UNA SOCIETÀ NUOVA, SENZA CRISI, SENZA SFRUTTAMENTO, SENZA OPPRESSIONE , NÉ MISERIA...
   UNA SOCIETA'SOCIALISTA ! continua...

 

 

 

 

SULLE ELEZIONI EUROPEE

 

 

Si svolge in tutta Europa lo stanco e morto rito dell'elezioni europee che si prestano ad essere quelle più esemplarmente espressione della democrazia borghese come scelta fra quale dei padroni e coalizione politica che li rappresenta ci debba governare. Anche la crisi devastante che attraversa la finanza e l'economia capitalista ha il merito di mettere in luce come a livello europeo non c'è alcuna differenza tra Sarkozy, Zapatero, Merkel, ecc; che tutti i governi di destra, di centrodestra, di centrosinistra che reggono i paesi europei sono uniti nella ricerca di soluzioni alla crisi fondate sul salvataggio di banche e padroni e sullo scaricamento di essa sui lavoratori e le masse popolari. Governi, peraltro eletti in un quadro nazionale e quindi poco influenzati dagli esiti elettorali delle elezioni europee che eleggono un parlamento formato da una massa di fannulloni e parassiti come difficilmente è dato da vedere. Guadagnano tanto, non fanno nulla, la maggiorparte di essi non si presenta neanche in parlamento, e non contano nulla. Una sorta di villaggio-vacanza per politicanti in pensione o in trampolino di lancio.Queste elezioni e questo parlamento sono uno specchio fedele della politica resa vuoto rito e quindi dell'antipolitica, della sua funzione di puro servizio per le classi dominanti e di putrescente parassitismo del sistema imperialista. Boicottare queste elezioni è un atto, questo sì, 'politico' e di civiltà!
Per cui risultano davvero patetici quei gruppi e partiti, che si fregiano di essere comunisti, che portano in queste elezioni una referenziale, narcisistica presenza, né proletaria né comunista.
L'indicazione di Proletari comunisti alle elezioni europee è il boicottaggio nella forma di astensione di massa.

La lotta e non il voto alla falsa opposizione

Ma queste elezioni europee nel nostro paese sostanzialmente non ci sono. Il governo Berlusconi le ha trasformate in un fatto puramente interno da utilizzare per consolidare il consenso plebiscitario su cui si regge la marcia moderno fascista della borghesia. Questa è cosa più seria che le elezioni europee, e il punto chiave è come combattere il governo.Lo scontro di classe in atto lo sta a dimostrare: la lotta degli operai della Fiat, la lotta dei lavoratori per la sicurezza sui posti di lavoro, le mobilitazioni contro i G8 che attraversano tutto il paese e che sfoceranno nell'appuntamento di luglio de L'Aquila, lo sviluppo dell'antifascismo, antirazzismo, la lotta contro le grandi opere (dal ponte alla Tav), la lotta contro la devastazione ambientale, la lotta contro il militarismo e la partecipazione alle guerre imperialiste di aggressione, la lotta culturale e politica intorno ai mass media, la magistratura, le esemplari vicende "personali" di stampo fascista che riguardano il premier Berlusconi, da Veronica Lario a Mills, il quadro complessivo di riforma delle istituzioni, lo Stato di polizia, lo sviluppo del clerico-fascismo e del revisionismo storico come cemento ideale del regime in formazione, sono tutti i terreni su cui i comunisti e le avanguardie operaie e tutti coloro che vogliono fare non solo una politica proletaria, ma anche autenticamente democratica antifascista, antirazzista, antimperialista, anticorruzione e barbarie morale e civile, devono concentrare il loro impegno, costruire unità, nuove forme organizzate, nuove forme di lotte, capaci effettivamente di contrastare il governo fino a rovesciarlo.
E questo il senso della nostra indicazione "contro il governo Berlusconi antioperaio, antipopolare, razzista e dittatoriale, la lotta e non il voto alla falsa opposizione". Un'indicazione politica, e perfino etica, che tutti coloro che si definiscono comunisti e avanguardie del proletariato dovrebbero condividere.
Infine, per completare il quadro di questa scadenza elettorale. In tante città, province e anche paesi ci sono anche elezioni amministrative. Qui ancor più che altrove la politica propriamente detta lascia il posto al puro affarismo, qualunquismo che segna uno dei punti più bassi della vita del nostra paese.Qui, sottrarre settori del proletariato e delle masse popolari a tutto questo coincide con la salvaguardia dei principi

 

e delle forme della lotta di classe e della lotta sociale.

 

 

Proletari comunisti

ro.red@fastwebnet.it  02/06/2009

 

torna indietra

 

 

1° MAGGIO 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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