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Ma quali futili motivi, Abba è stato ucciso dal razzismo istituzionale 19/09/09
CIE di Milano e di Torino: gli immigrati si ribellano 14/08/09
Pacchetto sicurezza: razzismo - moderno fascismo - stato di polizia giugno 09
Contro la parata nazi-fascista di Forza Nuova e la repressione poliziesca dei fascisti in divisa 02/03/09
Giù le mani dagli antifascisti di Bergamo 28/02/2009
Fermiamo il massacro del regime nazi-sionista israeliano appoggiato dal governo italiano - 30/12/08
Verità e giustizia per Abba 18/09/08
Cammarata Sindaco/sceriffoa Palermo 18/09/08
Solidarietà ai manifestanti del Dal Molin 08/09/08
Presidio antifascista a Milano 07/09/08
Proletari Comunisti aderisce al presidio a Roma il 6.08.08 per Nazan Ercan
Sentenza G8- Manifestazione contro repressione
IL RAZZISMO SERVE ALLA “SICUREZZA” DEI PADRONI E DEL LORO STATO! Bologna 05/07/08 manifestazione degli immigrati
MA QUALI FUTILI MOTIVI, ABBA E’ STATO UCCISO DAL RAZZISMO ISTITUZIONALE
Così come chiedono i genitori, i fratelli
e le sorelle, gli amici, ad un anno di distanza siamo qui per chiedere, per
avere : VERITA’ E GIUSTIZIA PER ABBA.
Una verità e una giustizia che il tribunale di Milano vuol occultare, che
vuol ridurre a “semplice” fatto personale, rinviando a giudizio i suoi
assassini con “l’aggravante” dei futili motivi.
Ma ad armare la mano omicida in via Zuretti non sono stati i futili motivi,
le colpe sono il clima d’odio, la tolleranza zero, che il governo Berlusconi
ha scatenato in questo paese. Un clima di caccia all’immigrato fatto di
militarizzazione dei territori; di ronde padane; di nuove carceri come i
CIE; la formulazione di nuovi reati come “il reato di clandestinità”. Un
cumulo di veleni e odio che il famigerato “Pacchetto Sicurezza” racchiude.
Un clima che la Milano Nera della Moratti persegue con continui sgomberi dei
campi Rom; negazione del diritto di culto per la comunità islamica; diritto
allo studio, riducendo il numero delle classi o negando l’agibilità per la
scuola islamica; il diritto di rifugiato politico; ecc. Una negazione dei
diritti che ha visto il pieno appoggio delle giunte locali guidate dal
centro sinistra. Ma lo scopo principale di questi provvedimenti non è
soltanto quello di diffondere a livello popolare un razzismo di massa, ma è
anche il tentativo di confondere e distrarre i lavoratori, i giovani, le
masse popolari, “italiane”, dall’attacco ai diritti di tutti, italiani e
non, che questo governo porta avanti, scaricando la sua crisi sulle masse
popolari. Diritto al lavoro negato con la continua chiusura di fabbriche;
diritto alla casa negato per lasciare mano libera agli speculatori; diritto
alla salute e sicurezza sui posti di lavoro e nel territorio, attaccando il
Testo Unico, assolvendo i padroni che in nome del profitto, continuano ad
uccidere e a devastare; diritto allo studio negato con i tagli della
ministra Gelmini, che lascia a casa migliaia di insegnanti precari e
impedisce l’accesso al sapere per le masse più povere; repressione che
colpisce gli immigrati che osano ribellarsi nei CIE, così come si mandano le
cosiddette forze dell’ordine nelle fabbriche per difendere gli speculatori
come alla INNSE, o le minacce del prefetto, Lombardi, che
dichiara “illegali” le forme di lotta che gli operai e i precari stanno
mettendo in pratica per la difesa dei posti di lavoro; che attacca il
diritto d’informazione.
Quindi e non solo provvedimenti razzisti, ma un ulteriore tassello (il
Pacchetto Sicurezza) che questo governo -moderno fascista-, mette in campo
per marciare verso un regime antipopolare e antioperaio.
Non solo a chiedere VERITA’ E GIUSTIZIA PER ABBA oggi siamo in piazza, ma
invitare tutte le realtà (sindacali autorganizzate e di classe, di
solidarietà, degli immigrati, degli studenti) che quotidianamente si battono
contro il razzismo ad aderire alla manifestazione nazionale del 17 ottobre,
per dare continuità a questo mese di mobilitazioni per Abba, per costruire
un movimento permanente, per la caduta del governo Berlusconi.
Proletari Comunisti Milano
prolcom.mi@tiscali.it
c/o Slai Cobas per il sindacato di classe
via Bolzano, 18 (MM1 fermata Rovereto)
fip 19-09-09
CIE di Milano e di Torino: gli immigrati si ribellano
Un gruppo di donne nigeriane, recluse nel settore
femminile del Cie di Milano ha dato vita ieri sera ad una forte e accesa
protesta alla quale si sono uniti anche gruppi di migranti del settore maschile
contro il provvedimento di notifica a 15 di loro del prolungamento del
trattenimento nel Cie sulla base della nuove norme liberticide e razziste
contenute nel cosiddetto pacchetto sicurezza varato dal governo moderno fascista
Berlusconi ed entrato in vigore l'8 agosto scorso.
La polizia ha arrestato 14 stranieri quattro donne nigeriane, una cittadina del
Gambia, quattro marocchini, tre algerini, un ivoriano e un tunisino
Proteste solidali ci sono state anche nel Cie di Torino, dove già da un paio di
giorni diversi migranti hanno dato vita a uno sciopero della fame, il pacchetto
sicurezza anche alla luce delle notizie giunte sulla rivolta al Cie di Milano.
Forte solidarietà alle lotte delle immigrate e degli immigrati costretti a
subire come dei veri propri criminali l'umiliazione della prigionia, del sopruso
e dell'intimidazione, a Milano, a Torino così come in tutti i Cie/lager.
Contro il pacchetto sicurezza
Libertà per tutte le immigrate e tutti gli immigrati
proletari comunisti 14/08/2009
PACCHETTO SICUREZZA: RAZZISMO – MODERNO FASCISMO – STATO DI POLIZIA
Tassa sulla cittadinanza e sul permesso di soggiorno: una vera rapina per i poveri del mondo
No alla registrazione all’anagrafe per i figli degli irregolari: cancellata la indecente norma sui presidi e sui medici spia, resta però nel testo l’obbligo di esibire agli uffici della pubblica amministrazione il permesso di soggiorno non solo ai fini del rilascio di licenze, autorizzazioni, iscrizioni ma anche per i provvedimenti inerenti agli atti di stato civile o all’accesso ai pubblici servizi. Con questa norma i figli dei clandestini non potranno essere iscritti all’anagrafe. Bambini invisibili rischiano di diventare i figli degli irregolari in quanto non saranno iscritti all'anagrafe dai genitori per evitare che senza permesso di soggiorno siano denunciati ed espulsi con la possibilità indecente! poi di arrivare anche alla messa in adozione dei bambini.
Carcere per chi affitta ai clandestini
E ancora
Registro dei senza fissa dimora: misura che in primo luogo colpirà gli immigrati ma sarà estensibile a tutti i senza casa.
Ronde di cittadini in città non armate e sotto il controllo dei prefetti, ne faranno parte in primo luogo ex agenti della polizia, carabinieri e delle forze armate. “Volontari della sicurezza” li ha definiti Maroni, in realtà si legalizzano gruppi paramilitari, fascisti e polizieschi volti alla persecuzione degli immigrati, giovani e oppositori politici, pronti a essere massa di manovra squadrista dello Stato moderno fascista
Pene severe per chi scrive sui muri, occupa il suolo pubblico o case abbandonate: norme da stato di polizia a cui se ne aggiungono altre inserite nel “pacchetto sicurezza”, nei provvedimenti economici e in Direttive del Ministero degli Interni che allargando anche i poteri ai sindaci delle città, impongono massicce misure di divieto dei cortei, manifestazioni e assembramenti pubblici
Reintroduzione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale: un reato tipico del codice penale fascista, dopo che era stato abrogato, e lo si reintroduce con una sanzione ancora più grave di quella stabilita in precedenza con la reclusione fino a tre anni.
Contro la parata nazi-fascista di Forza Nuova e la repressione poliziesca dei fascisti in divisa
Sabato 28 febbraio a Bergamo, grazie alla complice indifferenza delle istituzioni cittadine è stato permesso al branco di razzisti, fascisti e omofobi che si riconoscono nel partito di forza nuova di aprire la loro sede cittadina sfilando in un’ignobile parata.
Un insulto alla Resistenza e al sangue versato dai partigiani per liberare il nostro paese da 20 anni di dittatura fascista fatta di guerra, miseria e sofferenze per il popolo ed i lavoratori.
A questa ideologia si richiama il partito fascista di Roberto Fiore fondatore e ideatore di Forza Nuova, europarlamentare condannato in passato per banda armata e associazione sovversiva che ripropone, come soluzione alla crisi capitalista, guerra tra poveri, odio razziale e nazionalismo, perpetuando in questo modo il ruolo di servi del potere borghese che è storicamente è connaturato nelle organizzazioni fasciste.
Agli antifascisti bergamaschi, che volevano dimostrare la loro contrarietà a questa vergogna era stato permesso di fare un presidio in una via vicina alla sede dei fascisti, ma completamente isolata dal resto della città da un asfissiante schieramento di forze di polizia.
Assodata l’impossibilità, in quelle condizioni, di comunicare le nostre ragioni alla popolazione bergamasca, nel tardo pomeriggio, in alcune centinaia di antifascisti si era deciso di lasciare via Quarenghi ed in corteo di sfilare per il centro cittadino.
Un corteo comunicativo che, con comizi volanti, serviva a diffondere le ragioni dell’antifascismo denunciando, agli ignari bergamaschi che passeggiavano in centro che, con la protezione della polizia, era stato permesso a questi tristi figuri di insediarsi in città, commettendo, proprio in quel momento e sotto gli occhi delle forze dell’ordine, una serie di reati, tra i quali apologia di fascismo ed incitamento all’odio razziale.
Come risaputo, all’incrocio di via Paleocapa, il corteo veniva attaccato a freddo con violente cariche e pestaggi, dalla polizia in stile g8 2001, dopodichè, nel successivo rastrellamento, venivano fermate 59 persone (57 rilasciate nella serata di sabato e 2 lunedì) a dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che chiunque osi uscire dalle compatibilità imposte da questo sistema di falsa democrazia ma di dittatura effettiva, è considerato un nemico e quindi represso pesantemente.
Il governo Berlusconi, come i precedenti governi di centro sinistra, che si tratti di studenti, lavoratori in lotta, immigrati o antifascisti non perde l’occasione per dimostrare da che parte sta, procedendo verso un moderno fascismo, in difesa degli interessi di padroni, ricchi e banchieri.
Ma la repressione non puo’ che alimentare la ribellione.
Mobilitiamoci dal basso e assediamo i covi neri e i comuni delle ordinanze securitarie e razziste.
Solidarietà ai compagni denunciati e arrestati.
Non un passo indietro. L’antifascismo non è reato.
proletari comunisti
02/03/2009
GIU' LE MANI DAGLI ANTIFASCISTI DI BERGAMO
«Se tutti, a destra e a sinistra, si atterranno a quanto preannunciato, senza forzature e provocazioni, la cosa può svolgersi serenamente e senza problemi, come mi auspico. Spero anche che possano essere contenuti i disagi per la cittadinanza, e che quindi siano poche le strade che dovranno essere chiuse al traffico e per il minor tempo possibile». Queste le dichiarazioni del sindaco Roberto Bruni in merito all’apertura della sede di forza nuova riportate da Dnews del 26/02/09.
Ricordiamo che forza nuova è un'organizzazione neonazista che
si richiama apertamente al regime hitleriano e a quello della repubblica
sociale di Salò, utilizza i simboli della croce celtica e delle ss, nega
l'olocausto ed esalta il razzismo, il sessismo, l’omofobia e
l'antisemitismo.
Ridurre le giuste manifestazioni di dissenso
dei bergamaschi antifascisti ad un banale intralcio del traffico è
veramente vergognoso. Ma da un personaggio che vanta discendenze
partigiane il 25 aprile e che di fatto è parte attiva nel propagandare
il revisionismo storico sostenendo attivamente la menzogna dei martiri
delle foibe, non ci si aspettava altro.
Un’ulteriore
dimostrazione di come il razzismo e il fascismo siano legittimati dalle
istituzioni, a partire dal pacchetto sicurezza del governo
Berlusconi-Bossi-Fini fino alle politiche locali avvallate dai sindaci
sceriffi del centro sinistra (anche a Bg) fatte di blitz quotidiani
della polizia locale contro gli immigrati e di ordinanze razziste come
quella antiaccattonaggio.
E’ in questo contesto politico che si
alimenta l’odio razziale e contro il “diverso”, che trova radicamento
anche in parte delle masse esasperate da una profonda crisi economica e
sociale, sfruttate e senza futuro in questa società, le quali
puntualmente vengono indotte dal potere, dalla borghesia, a rivolgere la
propria rabbia contro il “nemico comune”: l’immigrato.
Aspettare
le sterili e vuote reazioni dei partiti parlamentari, della sinistra di
palazzo, (che tale rimane anche se fuori), è quanto mai inopportuno dato
che fino a ieri dal governo di cui erano parte sono nate le politiche
dei cpt, reazionarie, securitarie, revisioniste e razziste che hanno
spianato la strada all’attuale situazione di razzismo dilagante.
Bisogna reagire e contrastare con l’antifascismo e l’antirazzismo
militante l’orda nera, assediando i mandanti politici istituzionali,
creatori del clima che alimenta e rende impunita la violenza omicida di
fascisti e razzisti.
Che oggi non significa solamente contrastare i fascisti di strada
ma soprattutto combattere l’attuale politica reazionaria e revisionista
storica dei governi della borghesia di destra e di falsa sinistra
sviluppando una mobilitazione dal basso permanente, unitaria e di massa.
Solidarietà agli indagati per i fatti dell’università di
Bergamo. L’antifascismo non è reato!
prol_com_bg@infinito.it
28/02/2009
Fermiamo il massacro del regime nazi-sionista israeliano appoggiato dal governo italiano
Solidarietà al popolo palestinese e alle sue organizzazioni popolari
Ormai da quattro giorni Israele bombarda la striscia di Gaza in Palestina provocando già circa 400 morti e 1600 feriti principalmente civili. Solo nel primo giorno di bombardamenti molte vittime sono state bambini che a quell'ora tornavano da scuola e donne.
Con l'operazione "Piombo Fuso" il governo israeliano ha dichiarato di voler rovesciare il governo di Hamas eletto dal popolo e dichiara che fermerà il massacro solo se a Gaza salirà al potere chiunque altro (ovvero il partito capitolazionista e collaborazionista del presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen contrapposto ad Hamas).
Nonostante la propaganda borghese ci bombarda quotidianamente dicendoci che Israele va appoggiato perché è "l'unica democrazia in medio oriente", questa "grande democrazia" dietro le ipocrite parole del ministro della difesa Barak "non abbiamo nulla contro gli abitanti di Gaza… ed eviteremo per quanto possibile di colpire i civili…" non esita a massacrare un popolo, in quella che si definisce "guerra totale" per cancellarlo dalla faccia della terra.
Da decenni i palestinesi subiscono una pesante occupazione militare che si traduce in una vita insostenibile. Per fare qualsiasi cosa "normale" come comprare beni di prima necessità o recarsi all'ospedale si devono attraversare check-point dell'esercito occupante israeliano dove spesso si muore come è capitato a molte donne incinte morte dentro le autoambulanze ferme per i controlli. Mentre i coloni israeliani fortificati in piccoli accampamenti hanno libero accesso ad acqua potabile ed elettricità a pochi chilometri i palestinesi non hanno niente e come successo a Gaza negli ultimi mesi subiscono un duro embargo che ha privato il popolo di benzina, cibo, energia elettrica fino ai medicinali con gravi ripercussioni anche negli ospedali.
Ma il popolo palestinese non si arrende e da 61 anni combatte senza fermarsi per il proprio diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza negata dal regime nazi-sionista di Israele i cui piani distruttivi trovano il pieno consenso e sostegno delle potenze imperialiste, dagli Stati Uniti all'Unione Europea in cui il governo italiano fa pienamente la sua parte: il ministro Frattini, infatti, fa appello "alla Lega Araba … perché finiscano questi lanci di missili da parte di Hamas che purtroppo è un'organizzazione terroristica…" facendo finta di dimenticare che Hamas è andata al governo perché nel 2006 ha vinto le elezioni. E, come gli Stati Uniti, quindi, sostiene il massacro dei civili palestinesi.
400 morti, tante donne e bambini uccisi e feriti
il vero terrorismo sono le bombe israeliane appoggiate dall'imperialismo
un vero genocidio con la complicità dell'ONU
La resistenza del popolo palestinese è giusta e sacrosanta e va appoggiata senza se e senza ma
In questo senso tutti coloro che parlano di 2 popoli/2 stati, che dicono quindi di volere la pace tra i due stati, cercano di ingannare perché fanno finta di non sapere che le condizioni poste da Israele, e dall'imperialismo che lo sostiene, per la nascita di uno stato palestinese sono talmente dure e ingiuste, sono nella sostanza un pretesto, e quindi impossibili da accettare, che ne perpetuerebbero comunque lo stato di colonia sfruttata dipendente in realtà da Israele stessa.
Sostenere la giusta causa della lotta di liberazione dei popoli dalle catene dell'imperialismo
Con la resistenza del popolo palestinese
Circolo di Proletari Comunisti Palermo 30/12/2008
4 Ottobre a Roma Manifestazione contro il razzismo
Il governo nero Berlusconi-Bossi-Fini con la sua legislazione economico-politico-culturale antimmigrati, comune a tutti i paesi imperialisti, assume in Italia nell’attuale contesto nazionale le forme del razzismo più consono agli interessi della piccola borghesia rappresentata dalla Lega Nord, un razzismo quello leghista da Ku Klux Klan.
Con la tolleranza zero inaugurata con un bombardamento mediatico senza precedenti, di criminalizzazione degli immigrati e di allarme sociale, il governo e le amministrazioni locali hanno lanciato la caccia agli immigrati e contro tutti gli elementi deboli della società. Il governo ha dato pieni poteri ai sindaci sceriffo e questi si sono scatenati in una serie di ordinanze securitarie che in realtà altro non sono che limitazioni delle libertà individuali, rastrellamenti di immigrati “clandestini”, “lavavetri”, disoccupati, ambulanti, i così detti “abusivi”, quindi caccia ai Rom come avviene a Roma sotto indicazione del fascista Alemanno o a Bussolengo (Verona) dove un’intera famiglia è stata vittima dell’aggressione, poi sfociata in tortura anche su minori, da parte delle nuove squadracce. Le nuove ordinanze assumono forme differenti nelle varie città, ma tutte sono accomunate da un unico comune denominatore: repressione e razzismo. Siano città governate dal centro sinistra o dal centro destra non vi è alcuna differenza, come dimostrano i fatti, l’importante è reprimere e dare la caccia agli immigrati in una gara a chi emette più decreti di espulsione o pratica arresti per mantenere l’ordine costituito, le città pulite e intonse da ogni forma di diversità.
In questo contesto politico di razzismo dall’alto, che nasce nelle istituzioni, si alimenta l’odio razziale e contro il “diverso”, che trova radicamento anche in parte delle masse esasperate da una crisi economica e sociale nera, sfruttate e senza futuro in questa società, le quali puntualmente vengono indotte dal potere, dalla borghesia, a rivolgere la propria rabbia contro il “nemico comune”: l’immigrato. La deviazione dal problema reale è sempre stato un elemento importante del potere borghese che quando alle prese con malcontento generale per le condizioni di vita inaccettabili e insopportabili, applicazioni di politiche antioperaie e antipopolari in genere, divide il proletariato, i lavoratori alimentando una, per lui confacente, guerra tra poveri, divisione tra la classe e individuazione della panacea di tutti i mali nell’anello più debole della società, oggi gli immigrati.
Nasce e si concretizza in questo clima, il 14 settembre l’assassinio di Abdul Guibre a Milano, ragazzo di 19 anni di colore preso a sprangate da padre e figlio al grido di “negri di merda vi ammazziamo tutti”. Avviene nella Milano Nera della Moratti, nell’Italia di La Russa , Bossi , Alemanno sotto l’egida del governo nero di Berlusconi, avviene con la criminalizzazione degli immigrati da parte di tutti i mass media, avviene con l’ampia protezione loro offerta dalle forze di polizia che proprio alcuni giorni prima avevano caricato gli antifascisti a protezione di Cuore nero, covo neonazifascista recentemente riaperto. E così i precedenti fatti di aggressioni razziste come a Genova dove un ragazzo originario dell’ Angola di 24 anni viene picchiato da 13 neonazifascisti italiani; il lavoratore rumeno, Adrian Kosmin di 29 anni, che a Verona è stato sedato e poi ucciso e dato alle fiamme dai due datori di lavoro per incassare la polizza da 900000 euro che gli avevano fatto firmare; a Roma dove alcuni omosessuali vengono aggrediti da una decina di fascisti che li prendono a sassate, aggressioni che si contano ormai in tutte le città italiane, l’elenco dei fatti è lungo, troppo lungo, ma soprattutto necessita di una risposta immediata che combatta questo governo che con leggi, tolleranza zero sparge continuamente odio razzista, fascismo e stato di polizia contro immigrati, donne in lotta e contro chi rivendica i propri diritti.
Il governo nero di Berlusconi non deve avere la possibilità di mettere in essere e far diventare agente la proposta di prendere le impronte digitali ai bambini rom, aspettare le sterili e vuote reazioni dei partiti parlamentari, della sinistra di palazzo, (che tale rimane anche se fuori), è quanto mai inopportuno dato che fino a ieri dal governo di cui erano parte sono partite le politiche dei cpt, reazionarie, securitarie, revisioniste e razziste che hanno spianato la strada all’attuale situazione di razzismo dilagante. Il governo Berlusconi Bossi Fini trova alleati anche nell’Europa della borghesia imperialista che prima finge di scandalizzarsi e di essere preoccupata per le proposte razziste del governo italiano poi di tutta risposta manda in Italia una delegazione, dal 18 al 20 settembre, come “osservatrice della situazione, condizione dei rom” nel nostro paese, composta per la maggior parte da eurodeputati italiani. Su 20 membri che visiteranno i campi Rom e incontreranno il ministro dell’Interno, membri del parlamento italiano e leader di Ong , ben 13 sono italiani. Ma non è tutto, perché fanno parte dellla delegazione che ha il compito di giudicare il grado di razzismo nei confronti dei Rom, politici di estrema destra, come il capo di Forza Nuova Roberto Fiore e Luca Romagnoli, che ha chiesto a gran voce l’esame del DNA per i bambini Rom e che ha formulato la proposta di deportare tutti i “nomadi ladri e rapinatori fuori dall’Italia”. Oltre a Fiore e Romagnoli, il Parlamento europeo affida l’indagine in Italia a Mario Borghezio, propugnatore del testo razzista intitolato “Preghiera dello Zingaro”e noto razzista che non perde occasione di ostentarlo come a Colonia sabato 20 settembre in cui ha partecipato alla manifestazione anti islam, poi bloccata dalle forze antirazziste che hanno di fatto costretto la sua interdizione.. Quindi, Roberta Angelili di Alleanza Nazionale, paladina di una crociata contro i genitori Rom, “sfruttatori di bambini”, a suo dire. Si prosegue con Elisabetta Gardini, la cui avversione per i Rom è tanto forte da averla indotta a una posizione di critica contro Famiglia Cristiana, definita “cattocomunista”. E ancora, con Stefano Zappalà, convinto sostenitore del rilievo delle impronte digitali dei bambini Rom. La delegazione che visiterà il ‘Casilino 900’ e il campo “Salone” di Roma non sarà certo obiettiva, ma, al contrario, rappresenta pienamente la destra italiana della tolleranza zero e il razzismo italiano del governo che ha portato all’uccisione di Abdul Guibre a Milano.
Omicidi razzisti che spargono sangue proletario come quello nel casertano in cui la camorra ha deciso un’azione di terrore razzista con la strage in stile nazista nel ghetto di Castelvolturno, uccidendo 6 lavoratori immigrati e ferendone uno in modo molto grave, tutti di origine africana. La rabbia che è esplosa durante la manifestazione degli immigrati è stata la giusta risposta agli attacchi razzisti, al terrorismo razzista della camorra e al clima di odio razziale di settori popolari spinti dall’allarme sociale di questo governo..Gli immigrati non hanno avuto più paura di subire in silenzio, così come avvenuto a Milano , sabato 20 durante la manifestazione contro il razzismo per ricordare Abdul in cui un blocco del corteo, composto per la maggior parte da immigrati e amici del giovane diciannovenne, hanno voluto raggiungere il negozio degli assassini razzisti per “restituirgli i biscotti” e gridargli in faccia tutta la loro giusta rabbia. Ora lo stato risponderà al problema sociale del razzismo, della discriminazione e degli attacchi agli immigrati,., risponderà con le armi, con le armi dello stato di polizia di un moderno fascismo ormai edificato. Infatti ai problemi sociali delle masse, alle richieste di “protezione” da parte degli immigrati di Castelvolturno lo stato risponde mandando 400 poliziotti in più, l’esercito, applicherà espulsioni più rapide e certamente saranno rivolte verso i 20 identificati nella rivolta che già sono stati denunciati. La camorra li ammazza e “lo stato finisce i lavori che aveva appaltato”!
Bisogna reagire e contrastare con l’antifascismo e l’antirazzismo militante e la mobilitazione di massa l’orda nera e assediare i mandanti politici istituzionali di tutto questo, i creatori del clima che alimenta e rende impunita la violenza omicida di fascisti e razzisti.
Partecipiamo il 4 ottobre a Roma alla manifestazione contro il razzismo di stato, le discriminazioni e i maltrattamenti sul posto di lavoro, la xenofobia indotta da una martellante campagna d’odio. Ma è necessario anche lo sciopero degli immigrati per spezzare questo clima di paure e ricatti e pretendere diritti, a cominciare da quello di cittadinanza, per rompere il legame tra permesso di soggiorno e lavoro, per la chiusura dei CPT, per dire no al reato e all’aggravante di immigrazione clandestina.
Basta con le aggressioni nazifasciste e le brutalità e le impunità poliziesche contro gli immigrati!
Basta con le ronde razziste della Lega Nord e quelle “democratiche” del Pd ! E’ necessario sviluppare una mobilitazione permanente contro il governo razzista, mandante dell’omicidio di Abdul.
Mobilitiamoci e assediamo i covi neri e i comuni delle ordinanze securitarie e razziste.
proletari comunisti
Saremo in piazza il 20 settembre con lo striscione: Abba=omicidio razzista - basta con le politiche securitarie dalla Moratti a Penati – che alimentano la violenza omicida fascista, per ribadire la necessità che questa manifestazione sia l'inizio di una mobilitazione permanente contro il razzismo sparso a piene mani dai rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali dalla Moratti a Penati che fanno a gara nel portare avanti le politiche securitarie, fondate sulla criminalizzazione e repressione degli immigrati.
Milano, 18/9/08
Ma quale “..TRAGICA FATALITA’..” signora Moratti e signor Penati, ma quali “..FUTILI MOTIVI..” signor giudice e signor poliziotto, l’omicidio di ABBA è un omicidio RAZZISTA! E le cause, la cultura che alimentano e armano le mani assassine sono le vostre politiche.
Sono i decreti di schedatura per i bambini Rom, i patti per la “sicurezza” dei cittadini, i sindaci sceriffi, la militarizzazione dei territori; sono l’impunità, la copertura, il finanziamento dei gruppi nazifascisti, come Cuore Nero che hanno ucciso ABBA.
E’ “normale” che se dei leghisti, come Borghezio o Salvini, continuano a ripetere “marocchino di merda” “vi bruceremo tutti”, poi, dei “normali” cittadini si sentano legittimati ad assaltare e bruciare un campo Rom o ad uccidere uno “sporco negro”.
E'’ “normale” fare carriera politica guidando assalti, a colpi di molotov, contro gli odiati zingari, come avvenuto ad Opera e senza che le forze dell’ordine intervenissero.
E dopo quello che è successo in via Zuretti, nella Milano dell’Expo 2015, dite di “abbassare i toni” e “non politicizzare”! State solo cercando di autoassolvervi e nascondere la vera natura e gli obiettivi della vostra politica securitaria.Parlate di sicurezza, ma per chi? Negare il diritto di cittadinanza ai lavoratori immigrati, non rende più sicuri i lavoratori italiani: ma di sicuro i padroni si. Poiché, grazie a questa guerra tra poveri, possono schiavizzare e sfruttare meglio i lavoratori tutti, bianchi o neri che siano.
Impedire agli immigrati il diritto allo studio, alla casa e alle cure mediche al grido “prima gli italiani”, non da ai proletari e alle fasce più deboli di chi è nato in questo Paese alcuna sicurezza di avere questi stessi diritti, anzi.
Permettere l’apertura di un covo nazifascista, come Cuore Nero, difendendolo dai “barbari ubriaconi” antifascisti, il tutto in nome del “superamento delle ideologie e per la pacificazione”, non si chiama democrazia ma legittimazione del fascismo e stato di polizia.
Bisogna reagire contro queste politiche contrastandole con l’antifascismo militante e la mobilitazione permanente e di massa.
Assediare i mandanti politici istituzionali di tutto questo, i creatori del clima che alimenta e rende impunita la violenza omicida di fascisti e razzisti significa dare un senso alla sete di VERITA’ e GIUSTIZIA chiesta dalla famiglia e dagli amici di ABBA.
PERCHE’ QUESTO NON ACCADA MAI PIU’!
proletari comunisti Milano prolcom.mi@tiscali.it
Cammarata Sindaco/sceriffo a Palermo
Il
sindaco di Palermo Cammarata non ha voluto essere da meno: anche lui
sindaco-sceriffo!
In questi mesi i sindaci di diverse città italiane
non hanno perso tempo a raccogliere l’appello del ministro Maroni ad
impegnarsi a sviluppare le forme più “creative”, cioè sempre più moderno
fasciste, per mettere in atto concretamente una delle parti contenute nel
decreto del governo sulla sicurezza. Maroni ha infatti concesso ai sindaci
pieni poteri in materia di sicurezza rendendoli “funzionari governativi”,
in pratica nuovi sceriffi sul territorio!
A partire da
Roma con
il nuovo sindaco di destra Alemanno che ha previsto di riarmare la polizia
municipale, di proibire l’accattonaggio, di prendere provvedimenti contro
i lavavetri ai semafori ecc ecc, si sono susseguite altri provvedimenti
sia della destra che della cosiddetta sinistra: da
Vicenza in cui il sindaco pd Variati ha emesso
un’ordinanza contro i bivacchi nelle città, prendendo di mira soprattutto
i Rom, “la sicurezza ci riguarda tutti” ha detto “non esistono etichette”,
a Verona in cui il sindaco della Lega Nord Tosi
ha deciso la confisca del denaro racimolato dai lavavetri e una sanzione
di 100 euro, e ancora Assisi in cui il sindaco
di destra Ricci ha proibito la questua nei pressi delle chiese, Novara
dove sono stati proibiti i gruppi formati da più di due persone, la notte,
in alcuni parchi della città, fino a Torino in
cui in alcuni quartieri, in particolare di immigrati, è stato impedito di
bere e mangiare per strada, e potremmo continuare.
Sull’onda del
nuovo decreto Maroni ora anche a Palermo il
sindaco Cammarata di Forza Italia, non ha voluto restare indietro e ha
preannunciato un’ordinanza contro gli “assembramenti che limitano in modo
grave il libero utilizzo degli spazi pubblici in città”, ordinanza della
quale “è stato preventivamente informato il Prefetto ” che sulla base
della normativa nazionale, può solo prenderne atto.
Questo
provvedimento, si legge nel comunicato del sindaco, è stato predisposto
“anche alla luce delle ricorrenti proteste di piazza, che spesso scadono
in bivacco con conseguente accumulo incontrollato di rifiuti in
particolare davanti a sedi istituzionali, luoghi di culto e siti di pregio
storico, artistico e architettonico.”
Per l’appunto! Le ricorrenti
proteste di piazza sono il vero motivo dell’ordinanza a firma Cammarata,
altro che decoro della città. Più chiaro di così!
Il sindaco di Forza
Italia non essendo in grado di risolvere i mille problemi soprattutto
delle masse popolari, non volendo dare serie e concrete risposte ai
bisogni espressi con le proteste sempre più frequenti in questi ultimi
mesi in città, dai senzacasa, agli indigenti, ai disoccupati, ai precari,
vuole imporre la limitazione delle libertà individuali e collettive e deve
RIDURRE A QUESTIONE DI ORDINE PUBBLICO le sacrosante proteste, che aveva
già provato in passato a fermare con minacce, ordinanze di sgombero e
multe, iniziative comunque rese inutili proprio dalle continue proteste
che non si sono mai fermate. Ma oggi finalmente ha a disposizione LA
LEGGE!
“Il testo del decreto”, continua il comunicato ufficiale del
sindaco, “demanda l'esecuzione degli sgomberi alle Forze dell'Ordine e
alla Polizia municipale e il contestuale ripristino della fruibilità dei
luoghi all'intervento delle aziende e maestranze comunali addette ai
servizi cittadini”. “Affinché”, dice in una intervista, “non si leda il
diritto di tutti i cittadini di vivere in una città bella, decorosa e
pulita”. Cammarata è sicuramente troppo impegnato a vedere film, come si
usa dire!
E infatti sta per essere completata, con sua grande
soddisfazione, per la modica cifra di circa 5.000.000 di euro (di un
finanziamento complessivo di 8milioni) la nuova SCUOLA DI CINEMA proprio
nel cuore di uno dei quartieri di Palermo reso quotidianamente invivibile
dal traffico caotico, dall’inquinamento atmosferico tra i più alti in
Italia in assoluto, dai cumuli di immondizia (e già “gli irresponsabili”
per Cammarata sono i lavoratori dell’AMIA che in questi giorni stanno
scioperando perché senza stipendio, ma, si sa, le casse comunali per
queste questioni sono sempre vuote!!!) dall’allagamento delle vie quando
piove, dalla mancanza di spazi, non diciamo solo verdi, ma di qualsiasi
natura, tra cui una villetta chiusa e abbandonata da anni che potrebbe
essere utilizzata soprattutto dai ragazzi, dai bambini e dagli anziani che
non sanno dove andare!
Le risposte vere alle necessità delle masse
popolari non arrivano mai!!! mentre chi si proclama a grande voce
all’opposizione di fatto è complice.
Raccogliere tutte le energie
disponibili per una vera opposizione di massa, questo oggi è
necessario.
Raccogliere tutte le energie che sono disposte ad andare
fino in fondo nella lotta per i diritti delle masse e per sviluppare
l’organizzazione politica e sociale, indipendente e di classe, dei
proletari e delle masse popolari.
Contro l’avanzare del moderno
fascismo - Continuare a manifestare in ogni luogo pubblico
Per il
ritiro immediato delle ordinanze reazionarie
Circolo proletari comunisti Palermo
mailto:proletaricomunistipa@email.it 18/09/2008
P.S.: È di ieri la notizia che anche il sindaco d Trapani ha
emesso la sua bella ordinanza: tra le altre cose multe anche a chi da
qualcosa al posteggiatore abusivo!
Solidarietà ai manifestanti del Dal Molin
Le violenze inaudite della polizia che ha caricato i manifestanti No Dal Molin, sabato 5 settembre, esprimono appieno la determinazione e la ferocia con cui l'attuale governo, (e quelli passati che non sono stati da meno), serva gli interessi dell'imperialismo. L'Italia imperialista che ha partecipato e sostenuto tutte le guerre di aggressione scatenate principalmente dall'imperialismo USA, con un ruolo di alleato che è secondo solo a quello della Gran Bretagna, da anni sta portando avanti, con i diversi governi indistintamente, un processo di militarizzazione dei territori , ampliamento delle basi militari e aumento delle spese belliche. Tutte le coalizioni governative che si sono alternate al governo del paese sostengono e servono gli interessi dell'Italia imperialista; entrambe le coalizioni si adoperano per svolgere al meglio il proprio ruolo di comitato d'affari della borghesia imperialista al passo coi tempi e le sfide della situazione mondiale attuale. Oggi il governo Berlusconi , la borghesia imperialista italiana ha bisogno, per fare questo, di uno stato sempre più reazionario e militarizzato. L'ampliamento della base militare Dal Molin così come il crescente ruolo strategico di quella di Taranto sono all'interno del progetto imperialista. I costi di questo progetto sono tutti a carico dei proletari, dei lavoratori e dei popoli schiacciati dalle politiche guerrafondaie dei governi della borghesia imperialista. Lo stato di polizia in azione ancora una volta all'iniziativa di sabato 5 settembre che aveva lo scopo di monitorare l'area all'interno del Dal Molin per controllare che i lavori non inizino prima della consultazione popolare del 5 ottobre, ha vigliaccamente mostrato i denti contro cittadini inermi. I No dal Molin che avevano deciso di costruire una torretta di controllo per poi presidiarla durante le giornate del Festival in vista della manifestazione del 13 settembre, sono stati aggrediti dalle forze dell'ordine che avevano un ordine ben preciso: "caricare comunque".
Esprimiamo la nostra sincera solidarietà ai manifestanti
e ai feriti, esigiamo immediatamente le dimissioni di chi ha ordinato
cariche contro cittadini inermi e autorizzati alla manifestazione. Forti
del fatto che la repressione non ferma la lotta ma anzi l'alimenta come la
Val di Susa, Chiaiano, Napoli, Grottaglie, ecc.. insegnano appoggiamo e
sosteniamo le battaglie contro l'ampliamento della base, contro la
militarizzazione dei territori e rivolgiamo la protesta anche contro tutte
le imprese e le cooperative che si arricchiscono con affari e denaro sulla
pelle dei popoli.
proletari comunisti
08/09/08
Presidio antifascista a Milano
Quanto successo a Milano al presidio antifascista, indetto per contestare l’apertura del covo nazifascista Cuore nero, è l’ennesima dimostrazione che le cosiddette scorribande di questi loschi figuri, dalle teste rasate, portatori di ideologie xenofobe, razziste e fasciste, godono il sostegno, la copertura di esponenti del governo.
Il pretesto per caricare il presidio è stata l'arroganza di un consigliere di zona leghista, in camicia nera e foulard verde, di “passeggiare” nella piazza del presidio antifascista, nonostante la blindatura della zona.
Ma quanto successo ieri non è casuale perché sono proprio le politiche moderno fasciste del governo Berlusconi, fatte di leggi antimmigrati-attacco alla Costituzione nata dalla Resistenza- di anticomunismo viscerale-di revisionismo storico (che trova consenso e appoggio nella cosiddetta opposizione parlamentare), sono queste il brodo di coltura che alleva, copre e arma le crescenti scorribande di questi topi di fogna.
Non casualmente nella stessa giornata il presidio del movimento NO Dal Molin a Vicenza ha subito lo stesso “regalo” delle cosiddette forze dell’ordine.
comunicato stampa
proletari comunisti circolo di Milano
prolcom.mi@tiscali.it 7/09/08
Presidio a Roma il 6.08.08 per Nazan Ercan
Per dire No all’espulsione di Nazan Ercan (Zeynep
Kilic), per chiedere la sua immediata liberazione dal Centro di Permanenza
Temporaneo (CPT) di Ponte Galeria a Roma e il riconoscimento di rifugiata
politica.
6
agosto, dalle ore 11.00 alle ore 17.00
sit-in di solidarietà presso il
Ministero di Grazia e Giustizia, a Largo Arenula, Roma.
Ci rivolgiamo a tutti
coloro che hanno a cuore le libertà democratiche, la difesa dei diritti
umani e la resistenza contro ogni forma di fascismo.
Chiediamo a tutti
di mobilitarsi e partecipare al presidio di solidarietà contro
l’espulsione di Nazan in Turchia.
L’espulsione di Nazan ad opera delle
Autorità italiane, significherebbe letteralmente consegnare questa
dissidente comunista ad uno Stato tra i peggiori al mondo, uno Stato in
cui si applica ordinariamente la tortura e la pena di morte, nei confronti
di chi si oppone politicamente all’attuale governo Erdogan e al suo regime
teocratico e fascista.
Promuovono: ASP, Comitato Iqbal
Masiq di Lecce, Collettivo internazionalista Dino Frisullo di Lecce,
Partito dei CARC, Sindacato Lavoratori in Lotta-per il sindacato di classe
Aderiscono: PCL, Proletari Comunisti
Sentenza G8 - Manifestazione contro repressione
Dopo l'assassinio di Carlo Giuliani, le
cariche, le violenze squadriste delle forze dell'ordine e il massacro alla
Diaz, dopo gli arresti arbitrari e le detenzioni illegittime con tortura
durante i giorni del G8 2001 a Genova, lo
stato di polizia che da
allora avanza nella sua ormai consolidata edificazione ha dato modo di
confermare ancora una volta che la sospensione dello stato di
diritto
non è stata solo in quei giorni e di quei giorni. L'impunità per i
fascisti in divisa e per i loro capi è la conferma che le forze
dell'ordine hanno pieni poteri di picchiare, torturare e uccidere come e
quando vogliono.
Lo stato, la magistratura e tutte le istituzioni hanno
fatto di tutto per proteggere chi al servizio della classe dominante e in
nome di quel potere ha massacrato lavoratori, operai, studenti, giovani e
donne.
Quasi tutte le pene sono state condonate, le aggravanti sono
state tutte escluse, nessuno è stato condannato nemmeno per falso
ideologico cioè l'unico reato che avrebbe resistito alla prescrizione e in
più la sentenza non ha riconosciuto la tortura. Tra prescrizione e
condono se la sono cavata tutti!
Ma una generazione di giovani era
scesa in campo a Genova, con loro il conto rimane ancora aperto, perché
quei giovani non hanno dimenticato e non scordano
che i fascisti in
divisa hanno ucciso Carlo e quel omicidio grida oggi ancora più forte la
necessità di ribellarsi, di organizzarsi e rispondere al potere che
uccide!
Non bastano sentenze di giudici, articoli di pennivendoli al
servizio di grandi padroni, politici di qualsiasi schieramento, reti
televisive che cercano di criminalizzare la gioventù ribelle e non sono
sufficienti nemmeno tutti i
provvedimenti repressivi, le accuse di
terrorismo ecc per fermare la necessità di ribellarsi oggi. Dal 2001 si
sono alternati governi di centro destra e centro sinistra ma la
loro
linea comune nell'edificazione del moderno fascismo e dello stato di
polizia è stata inequivocabile e così in Europa, dove la borghesia ha
sempre maggiore necessità di governi forti.
La "vergogna" di Genova nel
2001 non si è fermata in quell'anno, le sentenze di questi ultimi giorni
dimostrano l'ennesima vergogna dello stato italiano delle sue
istituzioni.
La generazione di giovani nata dal G8 rifiuta le sentenze
scandalo emesse contro i responsabili dei massacri e delle torture ai
danni dei manifestanti.
Chi era al g8 e chi ha seguito le grandi e allo
stesso tempo drammatiche giornate di Genova non dimentica ciò che è
veramente accaduto.
La forza della gioventù ribelle nei paesi
imperialisti è quella che si è vista a Genova così come nelle banlieues
parigine, questa forza si deve sviluppare, organizzare e riprendere in
mano il proprio futuro. La sentenza e tutte le sentenze che potranno
essere emesse non fermeranno le lotte e non
impediranno la
ribellione.
Nessuno si aspettava che i giudici avrebbero fatto
giustizia, nessuno confida in un dettato legislativo che ha al suo interno
ancora leggi del codice fascista Rocco, l'unica giustizia che si potrà
affermare sarà quella data
dalle battaglie, dalle lotte e dalle
conquiste del proletariato.
Tali battaglie e lotte potranno dare
conquiste con la costruzione e il rafforzamento dell'organizzazione di
classe, il Partito.
Per raggiungere i propri obbiettivi, gli operai, i
lavoratori, le donne,gli studenti, gli immigrati, i disoccupati non hanno
bisogno dei partiti parte del sistema che li sfrutta, opprime e reprime ma
del Partito comunista di tipo nuovo, il Partito comunista maoista, capace
di essere l'espressione reale e
concreta delle necessità di
classe.
Da anni stiamo assistendo ad una risposta repressiva ad ogni
richiesta, lotta e battaglia da parte delle masse popolari, dei
lavoratori, degli immigrati, delle donne e dei giovani. Una repressione
che criminalizza le avanguardie, i comunisti, gli anarchici e chiunque si
opponga e lotti contro
lo stato di cose esistente, per questo
sosteniamo la necessità di allargare e rafforzare il coordinamento
contro la repressione nato dall'ass a il 21 giugno
2008.
Facciamo appello a tutte le forze, le organizzazioni, i gruppi
che si battono contro la repressione ad unirsi in questa battaglia
comune.
Rilanciamo l'assoluta necessità di una manifestazione nazionale
contro la repressione da costruire per il prossimo
autunno.
Red Block redblockravenna@libero.it 25/07/08
IL RAZZISMO SERVE ALLA “SICUREZZA” DEI PADRONI E DEL LORO STATO!
I “pacchetti sicurezza” liberticidi fondati sul presupposto nazista della “colpa d’autore”, il reato di “clandestinità”, le ronde anti immigrati, la militarizzazione delle città, la criminalizzazione e la caccia all’immigrato, i blitz e gli sgomberi, le impronte ai rom, le reclusioni nei moderni lager di stato , i CPT, le campagne di allarme sociale fatte dai mass media, hanno fomentato il crescente razzismo in tutta Italia. Un razzismo di Stato che parte dall’alto, dalla politica dell’attuale governo Berlusconi che continua in peggio i provvedimenti anti immigrati dei governi di centro sinistra, e che spinge le masse popolari all’odio razziale, oggi con i pogrom contro i nomadi e le ronde cittadine. Questo clima reazionario istiga anche elementi fascisti a compiere aggressioni e provocazioni nei confronti degli immigrati. Di recente a Ravenna un presidio popolare, antifascista e antirazzista, con giovani, lavoratori ed immigrati assieme, li ha ricacciati nelle fogne da dove erano usciti.
Tutti i governi dei padroni hanno fomentato il razzismo per deviare l’attenzione delle masse popolari dai problemi veri: sfruttamento, bassi salari, omicidi bianchi ed infortuni nei luoghi di lavoro. Con lo scopo di creare un “nemico” comune da combattere perché “diverso e fa paura” e quindi dividere i lavoratori italiani da quelli immigrati creando una guerra tra poveri e una divisione in seno alla classe lavoratrice con lavoratori-schiavi, senza diritti per impedire l’unione di tutti i lavoratori contro il potere dei padroni e del loro stato.
L’immigrato oggi deve essere ricordato e sbattuto in prima pagina solo quando compie reati mai nessuno si ricorda di tutti coloro che nel nostro paese sono sfruttati dai padroni italiani lavorando in nero, senza sicurezza, sottopagati, ricattati e sempre più spesso vittime di incidenti sul lavoro! Deve essere invisibile la loro condizione su cui pende il ricatto del permesso di soggiorno legato al contratto di lavoro, alle quote-flussi, e devono essere truffati pure dalle Poste!
E’ in questo contesto che va ad affermarsi sempre più il moderno fascismo e lo stato di polizia, creando un clima di arbitrio poliziesco di cui gli immigrati non sarebbero gli unici a fare le spese.
Per questo è necessario rispondere con organizzazione, lotte e opposizione proletaria e democratica alla canea reazionaria.
Come è necessario lo sciopero degli immigrati per spezzare questo clima di paure e ricatti e pretendere diritti, a cominciare da quello di cittadinanza, per rompere il legame tra permesso di soggiorno e lavoro, per la chiusura dei CPT, per dire no al reato e all’aggravante di immigrazione clandestina.
Costruire assieme un soccorso rosso proletario e di massa come risposta agli attacchi repressivi.
Basta con le aggressioni nazifasciste e le brutalità e le impunità poliziesche contro gli immigrati!
Basta con le ronde razziste della Lega Nord e quelle "democratiche" del Pd!
proletari comunisti circolo di Ravenna ravros@libero.it 05/07/08
Sulle elezioni europee: ...Boicottare queste elezioni è un atto, questo sì, 'politico' e di civiltà!
1° MAGGI0 2009 Noi la crisi non la paghiamo !
CONTRO IL CAPITALISMO E I
CONCILIATORI! UNITÀ DAL BASSO! RISPONDIAMO COLPO SU COLPO!
COSTRUIAMO IL PARTITO PER IL POTERE NELLE MANI DEL PROLETARIATO!
PER LA COSTRUZIONE DI UNA SOCIETÀ NUOVA, SENZA CRISI, SENZA
SFRUTTAMENTO, SENZA OPPRESSIONE , NÉ MISERIA...
UNA SOCIETA'SOCIALISTA ! continua...
SULLE ELEZIONI EUROPEE
Si svolge in tutta
Europa lo stanco e morto rito dell'elezioni europee che si prestano ad essere
quelle più esemplarmente espressione della democrazia borghese come scelta fra
quale dei padroni e coalizione politica che li rappresenta ci debba governare.
Anche la crisi devastante che attraversa la finanza e l'economia capitalista ha
il merito di mettere in luce come a livello europeo non c'è alcuna differenza
tra Sarkozy, Zapatero, Merkel, ecc; che tutti i governi di destra, di
centrodestra, di centrosinistra che reggono i paesi europei sono uniti nella
ricerca di soluzioni alla crisi fondate sul salvataggio di banche e padroni e
sullo scaricamento di essa sui lavoratori e le masse popolari. Governi, peraltro
eletti in un quadro nazionale e quindi poco influenzati dagli esiti elettorali
delle elezioni europee che eleggono un parlamento formato da una massa di
fannulloni e parassiti come difficilmente è dato da vedere. Guadagnano tanto,
non fanno nulla, la maggiorparte di essi non si presenta neanche in parlamento,
e non contano nulla. Una sorta di villaggio-vacanza per politicanti in pensione
o in trampolino di lancio.Queste elezioni e questo parlamento sono uno specchio
fedele della politica resa vuoto rito e quindi dell'antipolitica, della sua
funzione di puro servizio per le classi dominanti e di putrescente parassitismo
del sistema imperialista. Boicottare queste elezioni è un atto, questo sì,
'politico' e di civiltà!
Per cui risultano davvero patetici quei gruppi e partiti, che si fregiano di
essere comunisti, che portano in queste elezioni una referenziale, narcisistica
presenza, né proletaria né comunista.
L'indicazione di Proletari comunisti alle elezioni europee è il boicottaggio
nella forma di astensione di massa.
La lotta e non il voto alla falsa opposizione
Ma queste elezioni europee nel nostro paese sostanzialmente non ci sono. Il
governo Berlusconi le ha trasformate in un fatto puramente interno da utilizzare
per consolidare il consenso plebiscitario su cui si regge la marcia moderno
fascista della borghesia. Questa è cosa più seria che le elezioni europee, e il
punto chiave è come combattere il governo.Lo scontro di classe in atto lo sta a
dimostrare: la lotta degli operai della Fiat, la lotta dei lavoratori per la
sicurezza sui posti di lavoro, le mobilitazioni contro i G8 che attraversano
tutto il paese e che sfoceranno nell'appuntamento di luglio de L'Aquila, lo
sviluppo dell'antifascismo, antirazzismo, la lotta contro le grandi opere (dal
ponte alla Tav), la lotta contro la devastazione ambientale, la lotta contro il
militarismo e la partecipazione alle guerre imperialiste di aggressione, la
lotta culturale e politica intorno ai mass media, la magistratura, le esemplari
vicende "personali" di stampo fascista che riguardano il premier Berlusconi, da
Veronica Lario a Mills, il quadro complessivo di riforma delle istituzioni, lo
Stato di polizia, lo sviluppo del clerico-fascismo e del revisionismo storico
come cemento ideale del regime in formazione, sono tutti i terreni su cui i
comunisti e le avanguardie operaie e tutti coloro che vogliono fare non solo una
politica proletaria, ma anche autenticamente democratica antifascista,
antirazzista, antimperialista, anticorruzione e barbarie morale e civile, devono
concentrare il loro impegno, costruire unità, nuove forme organizzate, nuove
forme di lotte, capaci effettivamente di contrastare il governo fino a
rovesciarlo.
E questo il senso della nostra indicazione "contro il governo Berlusconi
antioperaio, antipopolare, razzista e dittatoriale, la lotta e non il voto alla
falsa opposizione". Un'indicazione politica, e perfino etica, che tutti coloro
che si definiscono comunisti e avanguardie del proletariato dovrebbero
condividere.
Infine, per completare il quadro di questa scadenza elettorale. In tante città,
province e anche paesi ci sono anche elezioni amministrative. Qui ancor più che
altrove la politica propriamente detta lascia il posto al puro affarismo,
qualunquismo che segna uno dei punti più bassi della vita del nostra paese.Qui,
sottrarre settori del proletariato e delle masse popolari a tutto questo
coincide con la salvaguardia dei principi
e delle forme della lotta di classe e della lotta sociale.
Proletari comunisti
ro.red@fastwebnet.it 02/06/2009
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