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Verso la manifestazione del 10  dicembre a Torino - processo Eternit

Basta amianto! Basta  morti sul lavoro , da lavoro, da inquinamento!

Giustizia per i morti per il profitto dei padroni !

Diritti per  tutti i lavoratori esposti amianto!

Tutela  riconoscimento  e cura delle malattie professionali

 

Elezione diretta e più poteri agli rls, che devono essere tutelati

Postazioni ispettive interne ai posti di lavoro- controllate dai lavoratori

Corsia preferenziale per i processi sulle morte sul lavoro e sulla salute e sicurezza sui posti di lavoro

Riconoscimento e sostegno ai familiari e alle loro associazioni

 

Via il governo del peggioramento del testo unico che riduce i controlli e le sanzioni ai padroni responsabili di morti e infortuni, basta precarietà e disoccupazione che uccidono

 

Torino 10 dicembre 2009

ore 9 tribunale processo eternit

manifestazione nazionale

partecipano e sono invitati a partecipare:

lavoratori, delegati e RLS di tutte le org. sindacali, associazioni familiari, ispettori e tecnici della prevenzione,  medici e giuristi impegnati, associazioni immigrati,  comitati per la salute e l'ambiente, forze politiche e  sociali interessate, giornalisti, artisti ..

per adesioni

Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro

 bastamortesullavoro@gmail.com

 

 

Comunicato  sull'assemblea del 27 Giugno a Roma

della Rete nazionale sui posti di lavoro

 

Buona riuscita dell'assemblea nazionale a Roma , presenze operaie,  familiari, associazioni da tutta Italia, nuove importanti adesioni alla Rete delle associazioni familiari Colletti e Toffolutti, Associazione Giuristi democratici - unitario e combattivo dibattito con un ricco piano di iniziative per l'autunno, proposte vecchie e nuove in discussione e realizzazione, nuovi strumenti di azione.

Prime decisioni:
-una giornata nazionale di mobilitazione nelle fabbriche e nelle città con presidio a Roma il 14 luglio ore 10 sotto il ministero del lavoro via Veneto contro la salva manager e l'attacco al testo unico sulla sicurezza
 -adesione alle iniziative del g8 e il 10 luglio rappresentanti all'aquila
 -convegno nazionale a Orvieto 3-4 ottobre - organizzata dalla Rete Umbra per non morire di lavoro
 -verso le ronde territoriali e la difesa e sostegno legale - la cassa di  resistenza per rls e familiari
 -mostre e libri da far circolare a livello nazionale
 -assemblea rete per operai e rls a torino in settembre per avanzare verso lo  sciopero generale nella prima decade di settembre
 -iniziative nazionali per processo eternit e amianto- processo di Molfetta e cisterne assassine in tutta italia da ENI a Saras ecc:
 -nuovo piano per potenziare l'informazione e la controinformazione
 -università e lotta per la sicurezza sui posti di lavoro - partendo da Napoli..
 -da Taranto e dall'ilva -avanza la lotta nella fabbrica e nella città contro Padron Riva
 -continua la lotta di Palumbo Fincantieri Palermo- Pianeta Milano- De Angelis Ferrovieri - rls Bergamo rafforziamo il sostegno e altro ancora

 la Rete: un metodo di lavoro e di azione da estendere e valorizzare ovunque

 Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
 bastamortesullavoro@domeus.it

 

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Assemblea nazionale della Rete Nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
 

Roma 27 giugno ore 9.30 dopolavoro ferroviario Stazione Termini Sala Pettinelli

 

Dopo la manifestazione nazionale di Taranto del 18 aprile la Rete torna a riunirsi in forme aperte a tutte le realtà e ai lavoratori e soggetti interessati che vogliano aderire, collaborare e lavorare insieme.


Presenti delegati e lavoratori appartenenti sia ai sindacati di base e di classe, come numerosi delegati e lavoratori dei sindacati confederali presenti in oltre 40 fabbriche e circa un centinaio di posti di lavoro,
familiari vittime del lavoro di 5 associazioni, organismi di lotta per la salute in fabbrica e territorio, ispettori, tecnici prevenzione giuristi, medici operatori, giornalisti e artisti, rappresentanti dei partiti e gruppi politici impegnati sul terreno della difesa di classe contro le morti bianche, provenienti da numerose città del nord e del sud.


Al centro della discussione dell'assemblea la preparazione di due grandi mobilitazioni per l'autunno

 -amianto - processi- territori verso una manifestazione nazionale a Torino-Casalmonferrato

-sciopero generalizzato con manifestazione a Roma nella prima decade di dicembre contro lo smantellamento del testo unico e il nesso morti sul lavoro-precarietà-crisi-contrattazione-diritti.


Insieme a questi temi si torna a discutere
- della battaglia sul fronte difesa sviluppo degli rls
- della strutturazione territoriale della rete
-varie e eventuali proposte dalle sedi e dai partecipanti

 

data l'importanza dell'assemblea e anche in funzione dell'organizzazione dei
lavori attiviamo un nuovo indirizzo email ad hoc
asssemblearetesic27giugno@gmail.com


dove far pervenire adesioni interventi proposte che verranno messe sulla
mailing list bastamortesullavoro@domeus.it  per chi si voglia iscrivere


e comunque in reddito  avoro -indymedia-e ogni altro sito o blog che voglia farli circolare senza alcuna discriminazione alcuna e sono sin da ora pubblicamente invitati ad essere presenti le rappresentanze sindacali del patto di base, dello slai cobas e della rete 28 aprile.

Rete Nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
assemblearetesic27giugno@gmail:com

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***

 

Comunicato della rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro

Dopo la Thyssen...oltre la Thyssen...la linea di classe unitaria e di massa

Il metodo della Rete vince la sfida e prosegue il suo cammino. 

In 5000 a Taranto (1000 per la questura e parte della stampa e tv locali che hanno dato grande risalto alla manifestazione) in una forte e spettacolare manifestazione e in una bella e toccante assemblea finale in piazza.

Un lungo serpentone colorato di bandiere rosse guidato da donne proletarie e centinaia di scatenatissimi giovani operai dell'Ilva, mai scesi in piazza prima d'ora così compatti e combattivi convinti dalla linea e dalla prassi unitaria e intransigente applicata nella costruzione della manifestazione di Taranto.

E' stata una manifestazione realmente nazionale con lavoratori e associazioni arrivati da Palermo e da Trento, da Torino e da Taranto, Marghera, Bologna, Ravenna, Perugia, Molfetta, Roma, Bari e Napoli.

Tutti insieme, operai e lavoratori diverse organizzazioni sindacali, associazioni di familiari delle vittime del lavoro e centri sociali, militanti di partiti e organizzazioni e le punte avanzate delle università in lotta nei mesi scorsi. Una manifestazione difficile da realizzare in una città del "profondo" sud. Una grande  spinta dal basso in forma totalmente autorganizzata tra le diverse forme dello sfruttamento che si sono ricomposte in unica posizione di classe. 

Abbiamo anche reso la "questione Riva" una battaglia nazionale. Un padrone che i compagni di Taranto della nostra rete dello slai cobas per il sindacato di classe avevano sfidato da tempo quasi in solitudine numeri e cifre alla mano. Lo slogan "Riva assassino", gridato spontaneamente da centinaia di tarantini alla manifestazione, fanno capire perché il padrone aveva giustamente percepito come un pericolo quella denuncia. Ora bisogna farne una questione nazionale e di classe piena insieme ai molti comitati di lotta dei lavoratori, comitati di quartiere e strutture territoriali ambientaliste presenti alla manifestazione.

Il ponte simbolico tra la Thyssen di Torino e l'Ilva di Taranto, che sembrava impossibile, è diventato sabato 18 aprile realtà in carne e ossa formato dagli operai che si sono incontrati al di fuori degli accordi o sostegni del sindacalismo sia confederale che di base colpevolmente "distratti" su questa mobilitazione dal basso che va avanti da mesi e che proseguirà il proprio percorso.

Sabato si sono finalmente incontrati in piazza e non in televisione i familiari di alcune delle più importanti realtà delle morti sul lavoro (Thyssen, ILVA, Umbria Olii, ecc...). Ma abbiamo anche formalizzato un nesso pratico e di lotta tra le morti sul lavoro e la lotta contro precarietà,cassintegrazione, nuova contrattazione nazionale, attacco al diritto di sciopero e estensione dei diritti ai precari.

La presenza del Sindaco di Taranto è stato un ulteriore successo di questa manifestazione perché ha simbolizzato il sostegno della città alla Rete e ha rappresentato anche un ulteriore sostegno e riconoscimento della battaglia dei familiari degli operai morti sul lavoro. 

Siamo consapevoli che abbiamo vinto solo un'altra battaglia che rappresenta una tappa di un percorso di lunga durata.

Stiamo costruendo la rete passo dopo passo rispetto ad una prassi parolaia di addetti ai lavori e di sole denunce mediatiche su un tema così drammatico e centrale nella lotta contro il sistema di sfruttamento capitalistico ed i suoi governi.

Abbiamo dato a tutti, senza alcuna discriminazione e con la massima buona intenzione, la possibilità di schierarsi e tanti lo hanno fatto con adesioni massicce andate anche oltre quelle già significative della riuscita manifestazione del 6 dicembre scorso. Ma soprattutto vogliamo sottolineare una partecipazione, al di là delle adesioni formali, ancora più combattiva e

solida in una manifestazione in cui tutti si sono sentiti protagonisti e promotori. Con il metodo e la linea che questa Rete ha scelto sin dall'inizio. 

A Taranto ora siamo più forti e autorevoli nella battaglia in quella che è attualmente la più grande fabbrica del nostro paese (per operi diretti e indotto), il primo stabilimento siderurgico d'Europa e uno dei primi 10 al mondo. In una città dove c'è anche l'ENI e la più grande Base militareitaliana che si affaccia nel mediterraneo a sostegno delle guerre USA e Nato. In una regione segnata dai petrolchimici assassini e semi-dismessi di Manfredonia e Brindisi. 

Ma ora dobbiamo ulteriormente rilanciare il percorso a livello nazionale verso nuove scadenze e fronti di lotta.

Dalla manifestazione di Taranto siamo usciti con l'impegno a rilanciare la piattaforma della manifestazione e della Rete verso uno sciopero generale nazionale.

Allargheremo ulteriormente il lavoro sul campo in queste settimane a partire dalle manifestazioni del 1° maggio e in tutte le scadenze e iniziative di lotta previsti (dai processi esemplari contro la Thyssen, Eternit, Umbria Olii e tutti gli altri).

Avvieremo la costruzione di una nuova assemblea nazionale per il 27 giugno a Roma con incontri preparatori territoriali e regionali a Palermo, Taranto, Napoli, Roma, Ravenna, Milano, Bergamo, Marghera, Torino, e ovunque sarà possibile, per pianificare in autunno nuove iniziative nazionali. Inparticolare pensiamo a una lotta sul "caso Eternit" a Casal Monferrato e una nuova giornata di lotta con mobilitazione nella prima decade di dicembre.

Da questa assemblea dobbiamo uscire con la definizione di questi appuntamenti, ma anche con nuove proposte per la costruzione della rete e della lotta tra i lavoratori immigrati e per formare una struttura di servizio. 

la Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro

bastamortesullavoro@domeus.it

per email dirette continuiamo a usare fino a nuova comunicazione

manifestazione18aprile@gmail.com

20 aprile 2009

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Appello ai comunisti, ai rivoluzionari, agli operai e operaie d'avanguardia a sostenere e partecipare alla manifestazione nazionale a Taranto del 18 aprile contro le morti sul lavoro e da lavoro per il profitto capitalista

 

Questa manifestazione ha una importanza che va anche oltre la ragione per cui è convocata.

In un periodo in cui utilizzando la crisi, padroni, governo, sindacati “gialli”, mass media al loro servizio portano avanti un'operazione politica, ideologica di divisione della classe operaia e dei lavoratori, di “chiusura” in difesa della propria situazione a volte anche in contrasto e contrapposizione con altre realtà di lavoratori, questa manifestazione raccogliendo operai, lavoratori, precari, immigrati, da Torino a Palermo, da Bergamo a Napoli, da Roma a Taranto, da Milano a Molfetta, dalla Thyssen di Torino alla Fiat Sata di Melfi, ecc., afferma l'unità dei proletari, della classe lavoratrice, degli sfruttati.

E afferma l'unità intorno ai lavoratori, alle lavoratrici delle realtà territoriali di lotta, dei comitati contro le discariche, di opposizione sociale al governo Berlusconi, degli studenti, universitari, delle femministe, degli democratici impegnati, degli artisti.

 

Costruisce l'unità nello schieramento di lotta di delegati, lavoratori di varie organizzazioni sindacali; di quegli RLS che per dire la verità, per chiedere l'applicazione delle norme esistenti vengono licenziati, lasciati soli.

 

Vuole costruire l'unità, il sostegno reciproco, la forza dei familiari degli operai morti sul lavoro e da lavoro, perché il dolore si trasformi in rabbia, denuncia, protesta e la rabbia in lucido protagonismo, organizzazione di nuove donne, nuovi figli, nuove madri e padri per farla finita con un sistema che condanna alla morte per i profitti dei padroni.

 

Afferma il valore del sostegno di classe alle realtà più difficili. Non si manifesta a Taranto perché c'è già lotta, opposizione degli operai nella fabbrica, l'Ilva con il record nazionale di morti sul lavoro, ma si viene a Taranto perché non c'è ancora la lotta che serve, per dare sostegno, fiducia, incoraggiare.

 

Nella sua costruzione, questa manifestazione pone il problema in tutti i settori sociali di schierarsi, di dire da che parte si sta, di mettere, ogni forza, ognuno, la “propria faccia”, facendo una lotta trasversale, in cui ciò che conta non sono le etichette, i ruoli ma le parole che pesano e i fatti.

 

Noi vogliamo fare di questa manifestazione, come è stato della manifestazione del 6 dicembre a Torino, una tappa della “guerra” politica e sociale contro i padroni e il governo dei padroni, della guerra per la vita, la dignità, il lavoro, contro la morte, lo sfruttamento, la barbarie del capitale.

 

Nell'appello fatto a Taranto è scritto che vogliamo che tutti portino nella manifestazione le loro bandiere, perché ci si dichiari apertamente.

Noi comunisti vogliamo che ci siano tante bandiere rosse, perché vogliamo dichiarare apertamente che la lotta contro gli omicidi in fabbrica e sui posti di lavoro è interna alla più grande lotta rivoluzionaria per rovesciare questo sistema che si ingrassa sullo sfruttamento e sulle morti e per costruire una nuova società in cui il potere sia in mano ai lavoratori.

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Torino 6 dicembre a un anno dalla strage della Thissen

5000 in corteo contro le morti e gli infortuni sul lavoro

Contro i padroni assassini, i loro governi,il loro Stato!

Per il potere nelle mani dei lavoratori

 

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